Surroga: risparmi fino al 35% sulla rata

giovedì 13 aprile 2017
I motivi del suo successo sono due: la portabilità gratuita del mutuo da una banca a una altra e la convenienza in termini di riduzione della rata mensile

Spesso e volentieri, dopo che si stipula il mutuo, ci si accorge che ci sono banche in grado di offrire tassi di interesse e condizioni migliori. Come fare a cambiare? La soluzione si chiama surroga mutuo, un’opzione che sicuramente può essere utile se si vuole risparmiare. Detta anche portabilità o surrogazione, non è altro che iltrasferimento del mutuo da una banca ad un’altra. E’ un’operazione gratuita, che consente al mutuatario di ottenere un vantaggio considerevole legato alle migliori condizioni economiche garantite dal nuovo contratto, sottoscritto con l’istituto subentrante.
Sono trascorsi 10 anni. Era la primavera del 2007 quando l’allora ministro per le Attività Produttive Pierluigi Bersani lanciò una “lenzuolata di liberalizzazioni”, che in ambito mutui ha introdotto un’importante novità: la gratuità del mutuo di surroga, una strategia che, secondo MutuiSupermarket.it, nei primi mesi del 2017, risulta ancora quanto mai interessante, tanto da poter garantire un risparmio che può arrivare sino ad una riduzione del 35% della rata mensile corrente, variabile in funzione dell’anno di accensione del mutuo originario.
Per quantificare meglio, il broker di mutui online ha calcolato il risparmio ottenibile con una surroga di un mutuo a tasso fisso di importo iniziale € 120.000 e durata 30 anni, sottoscritto tra il 2010 e 2013.
Prima del Decreto Bersani, il mutuo di sostituzione spiegava non più del 4% del totale dei volumi di mutui erogati annualmente in Italia. Con la surroga, nel 2008 la percentuale si è duplicata, salendo sino all’8%, trainata dall’impennata dei tassi Euribor, che a ottobre avevano toccato il massimo storico del 5,3%, spingendo gli italiani a passare da un mutuo a tasso variabile a un mutuo a tasso fisso.
Da allora la surroga ne ha fatta di strada, rappresentando una fetta importante del totale delle erogazioni del sistema bancario italiano. Nel 2009 il peso della finalità surroga è arrivato fino al 18%, mentre nel 2010 si è mantenuto intorno al 15% del totale erogato con una leggera contrazione. Con l’inizio della crisi, i tassi e gli spread hanno iniziato velocemente a crescere: i migliori spread, a inizio 2011, pari a 1,20% sui mutui a tasso variabile e 0,95% sui mutui a tasso fisso sono giunti 12 mesi dopo, a inizio 2012, ad essere rispettivamente il 3,30% e 3,60% e si sono tenuti nella forchetta 2,5%-3% sino a metà 2014. In quel periodo, la surroga contava fra il 5 e il 10%.
Da metà 2014 gli spread hanno iniziato a scendere, prima lentamente e poi sempre più velocemente, sino ad arrivare ai livelli dei giorni nostri, in linea con i valori pre-crisi. La risposta in termini di domande di nuove surroghe è stato impressionante: nel 2015 circa il 30% del totale mutui erogati è stato con finalità surroga; e nel 2016 tale percentuale si è attestata attorno al 24%.
Per il 2017, secondo l’analisi MutuiSupermarket.it, il fenomeno surroga continuerà a giocare un ruolo importante durante l’anno, anche perché i tassi fissi – che spiegano circa il 75% della domanda di mutui di surroga – si stanno mantenendo a livelli contenuti, anche in questi primi quattro mesi dell’anno. Il fenomeno della surroga sta riguardando infatti il cambio mutuo verso un nuovo muuto a tasso fisso, per poter beneficiare di tassi fissi finiti ai minimi storici di sempre: surrogare in queste condizioni di mercato vuol dire mettere in sicurezza il proprio mutuo a tasso fisso sui restanti 20-25 anni di piano di rimborso, senza doversi più preoccupare di potenziali rialzi dei tassi Euribor, considerando anche che nuove opportunità di tassi fissi futuri inferiori agli attuali sono improbabili.
Ad ogni modo, il bacino dei potenziali mutuatari interessati a una surroga è destinato a ridursi rapidamente con il passare del tempo e l’atteso rialzo dei tassi fissi sui prossimi trimestri potrebbe ulteriormente limitare le nuove erogazioni di surroga. In questo contesto, è possibile ipotizzare che la surroga possa arrivare ben presto a contare fra il 15 e 20% del totale erogazioni. I tempi di questa ritirata dipenderanno ad ogni modo dall’andamento degli indici IRS e dalle politiche di pricing adottate dalle banche. Oltre il 2018, ci sarà poi da considerare che la surroga tornerà di elevato interesse solo per chi attualmente ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile, quando si registreranno movimenti repentini e ampi degli indici di riferimento Euribor.

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