Un arca, la casa che fluttua sulla montagna, aperta agli animali

giovedì 9 novembre 2017
In un immenso e maestoso paesaggio della montagna polacca, vicino a Brenna, sorge un’abitazione all’avanguardia, disegnata da chi la abita, l’Arch. Robert Konieczny e vincitrice del premio Wallpaper Design Awards 2017. Konieczny’s Ark costituisce un vero esempio di architettura consapevole, basata sulla conoscenza del territorio e delle problematiche locali, legate alle frane frequenti. Dopo attenti […]

In un immenso e maestoso paesaggio della montagna polacca, vicino a Brenna, sorge un’abitazione all’avanguardia, disegnata da chi la abita, l’Arch. Robert Konieczny e vincitrice del premio Wallpaper Design Awards 2017.
Konieczny’s Ark costituisce un vero esempio di architettura consapevole, basata sulla conoscenza del territorio e delle problematiche locali, legate alle frane frequenti.
Dopo attenti studi, è stato così creato un edificio ad un piano che ricorda la struttura di un tipico fienile polacco. Per ovviare al problema delle frane, la struttura dell’edificio è stata concepita in modo che una sola parte toccasse il terreno, e la restante seguisse la pendenza della collina. Per limitare i movimenti del suolo, è stata creata una base in cemento avente ruolo di ponte, sotto il quale l’acqua piovana sarebbe stata libera di scorrere in modo naturale: questo effetto di “tetto invertito” ottimizza così la costruzione, dando una sensazione di sicurezza, ed al contempo l’impressione di fluttuare sulla collina.
Un edificio ottimizzato a livello strutturale e che al contempo non dimentica il legame con il paesaggio circostante. Tutta la casa è circondata da ampie vetrate che immergono completamente il visitatore nella
natura selvaggia, senza esporli però ai raggi UV: vetri sono stati infatti progettati per proteggere dai raggi solari. Per evitare un surriscaldamento e avere un efficace sistema di protezione della casa, l’ingresso viene ad essere costituito da un ponte mobile con doppia funzione di scale d’ingresso e porta.
Dalla rampa, poche rocce compongono il vialetto, che, in assenza di giardino, risulta aperto alla montagna e agli animali, che pascolano intorno alla casa; in completa immersione nella natura. Per la stessa ragione, ovvero mantenere l’aspetto incontaminato e naturale del luogo, Konieczny non ha voluto inserire dei sistemi di illuminazione sul retro, ma ha preferito illuminare solo la parte frontale del corpo di cemento, trasformando la casa in una “torcia nel buio”.
Per gli interni, l’Architetto cercava una soluzione che desse continuità agli spazi e si integrasse sia con gli elementi interni, sia con l’esterno. Per questo è stato scelto Microtopping Ideal Work, la soluzione cementizia polimerica che, in soli 3 mm di spessore, consente di creare raffinate superfici materiche e continue, senza fughe. Di grande valore architettonico, lo spazio così creato si amplia acquisendo profondità, armonia e leggerezza. Gli interni si presentano ariosi, luminosi, connotati da un minimalismo elegante e caldo in cui vengono particolarmente valorizzati, anche dal pavimento, i complementi d’arredo di design scelti. I colori prevalenti sono chiari o neutri e si integrano perfettamente con il calcestruzzo che ricopre le pareti esterne e con il verde del paesaggio.

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