Inquinamento domestico, bergamaschi preoccupati e poco informati

martedì 7 novembre 2017
Non bastava l’inquinamento dell’ambiente esterno: a minacciare la nostra salute sono anche i pericoli che si insinuano tra le mura domestiche. L’Istituto Superiore di Sanità, ad esempio, stima che il 17% delle abitazioni italiane sia a rischio radon, una sostanza estremamente nociva per l’apparato respiratorio. Per non parlare poi di monossido di carbonio, polveri sottili, […]

Non bastava l’inquinamento dell’ambiente esterno: a minacciare la nostra salute sono anche i pericoli che si insinuano tra le mura domestiche.
L’Istituto Superiore di Sanità, ad esempio, stima che il 17% delle abitazioni italiane sia a rischio radon, una sostanza estremamente nociva per l’apparato respiratorio.
Per non parlare poi di monossido di carbonio, polveri sottili, formaldeide o anche acari, tutte sostanze spesso presenti nelle nostre abitazioni, ma che purtroppo non lasciano tracce tangibili. E a Bergamo? Come nel resto d’Italia, anche qui l’informazione è poca: come emerge dall’ultima ricerca1 effettuata dall’Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, il 45% dei bergamaschi ammette di averne una conoscenza limitata e addirittura più di uno su tre (37%) ne ignora del tutto l’esistenza.
Tra le minacce domestiche più temute dai bergamaschi, si collocano ai primi posti le sostanze nocive nell’acqua (67%), le fughe di gas (59%) e l’inquinamento dell’aria (55%). Preoccupano anche i funghi delle muffe (41%), mentre solo il 25% dei bergamaschi si dice spaventato dagli allergeni, come i comuni acari della polvere, ospiti indesiderati che spesso si annidano tra lenzuola e coperte.
Ma come affrontare i problemi legati all’inquinamento domestico? Secondo gli intervistati della città lombarda, un approccio “fai da te” può essere efficace, areando spesso gli ambienti di casa (80%) e curandone l’igiene e la pulizia (61%). Per contrastare poi le radiazioni derivanti dalle nuove tecnologie, il 51% pensa sia opportuno spegnere tutti i dispositivi elettronici durante le ore notturne o quando non sono utilizzati.
Meno numerosi, invece, i bergamaschi che, oltre alle buone abitudini quotidiane, penserebbero di intervenire installando e cambiando regolarmente i filtri per l’aria o acquistando un depuratore dell’acqua (25%).
Ed è proprio l’acqua potabile di casa che divide i bergamaschi. Se il 63% degli intervistati dichiara di bere abitualmente quella del rubinetto, il 37% preferisce quella in bottiglia, e uno dei motivi scatenanti è proprio la poca fiducia nella sua qualità e salubrità.
Prevenire, però, è possibile, e conoscere è il miglior modo per contrastare queste minacce, secondo quanto sostiene il 92% dei bergamaschi. Come? Il 51% vorrebbe ricevere informazioni utili dalle Istituzioni, il 29% si affiderebbe invece a dispositivi tecnologici in grado di fare un check-up della propria casa e il 12% richiederebbe l’intervento di personale a domicilio per rilevazioni e mappature.

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