Risparmiare sul riscaldamento

martedì 10 gennaio 2017
È davvero conveniente riscaldare a pellet? Con l’aiuto di una simulazione concreta, potrete capire quanto effettivamente si risparmia scegliendo una stufa a pellet al posto di una caldaia tradizionale

Sono molte le famiglie italiane che hanno scelto di passare al riscaldamento a pellet o a legna e il motivo principale è soprattutto economico. I combustibili fossili costano, oltre ad essere particolarmente impattanti sul livello di CO2 in atmosfera.

Per cercare di capire esattamente quanto potrebbe risparmiare una famiglia tipo, abbiamo immaginato un contesto di partenza piuttosto abituale: quattro persone, i Rossi, abitano in una villetta indipendente di circa 160 metri quadri, in classe energetica E, situata in un comune in cui il riscaldamento si accende dal 15 ottobre al 15 aprile per 14 ore al giorno (tecnicamente un comune in zona climatica E, situazione che si riscontra nel 50% dei comuni italiani).

Per il riscaldamento e l’acqua sanitaria, i Rossi utilizzano al momento una caldaia a gasolio da 28 kW. Volendo mantenere almeno 20°C in tutta la casa per 14 ore al giorno, dovrebbero spendere oltre 4.200 euro l’anno, a cui si sommano i quasi 700 euro per l’acqua sanitaria.

Vediamo cosa potrebbe accadere sostituendo questa caldaia in parte o completamente con una stufa a pellet.

 

Situazione 1: un riscaldamento “d’appoggio” con stufa a pellet.

I Rossi decidono di associare alla caldaia a gasolio una stufa a pellet ad aria da circa 8 kW, poniamo una Ego Air a marchio MCZ, che riscalda l’intera zona giorno (circa 70 metri quadri). La caldaia continuerà a funzionare per l’acqua calda sanitaria e per riscaldare un paio d’ore al giorno la zona notte.

L’investimento è limitato (circa 2.000 euro tra stufa e installazione), ma già così i costi si sono ridotti del 25%, con un risparmio annuo netto di oltre 1.200 euro, rispetto all’uso della caldaia a pieno regime. Il 50% della spesa sostenuta per la stufa, inoltre, rientra nelle agevolazioni per il risparmio energetico e verrà restituita in 10 anni sotto forma di detrazione fiscale Irpef.

In conclusione, in poco più di due anni i Rossi si saranno ripagati l’investimento.

 

Situazione 2: al riscaldamento pensa soltanto la stufa a pellet.

I Rossi decidono di acquistare un’idrostufa a pellet, per ipotesi il modello Musa Hydromatic a marchio MCZ, nella versione a 24 kW di potenza. Durante i mesi invernali la stufa scalda l’acqua dell’intero impianto, zona giorno e zona notte. La vecchia caldaia viene messa in funzione solo per la produzione di acqua calda sanitaria, sia d’inverno che d’estate.

In questo caso, l’investimento iniziale è più alto (circa 5.500 euro installazione compresa), ma i costi del riscaldamento superano appena i 1.400 euro a stagione, per avere l’intera casa calda per tutto il giorno. I costi complessivi si sono ridotti del 50%, con un risparmio di circa 2.750 euro l’anno.

Inoltre, anche questo intervento rientra nelle agevolazioni del 50% per il risparmio energetico e pertanto i Rossi si saranno ripagati l’investimento con sole due stagioni di utilizzo.

 

Situazione 3: sostituzione completa della caldaia a gasolio.

I Rossi hanno deciso di fare un investimento importante (circa 11.500 euro totali) per un impianto ad energia rinnovabile che funzioni per tutto l’anno. Durante i mesi invernali, un’idrostufa (ipotizziamo la stessa dello scenario precedente, la Musa Hydromatic 24 di MCZ) scalda l’acqua necessaria per l’impianto di riscaldamento e anche per il sanitario, aiutata da un puffer da circa 500 litri. Durante l’estate, due pannelli solari termici garantiscono acqua calda per tutti gli usi di casa.

Il risparmio che si ottiene rispetto alla situazione iniziale è del 65% (quasi 3.200 euro l’anno).

Poiché l’intervento prevede il totale smantellamento della vecchia caldaia a gasolio, inquinante e poco efficiente, i Rossi potranno accedere ad un contributo statale grazie al Conto Termico, un’interessante forma di agevolazione recentemente aggiornata e ancora poco conosciuta, che offre incentivi davvero interessanti nel caso di sostituzione di apparecchi di riscaldamento obsoleti con nuovi sistemi più ecocompatibili. Nel nostro scenario, i Rossi, tra stufa e pannelli solari, riceveranno 4.119 euro, in un’unica rata.

A conti fatti, grazie agli incentivi e al forte risparmio, la spesa iniziale più alta si ammortizzerà in circa tre anni di utilizzo, raggiungendo in più la totale indipendenza dai combustibili fossili.

 

La stufa oggetto della simulazione
La stufa Musa di MCZ utilizzata per la simulazione è disponibile in diverse versioni, ad aria, canalizzata e ad acqua. La versione ad acqua, Musa Hydromatic, novità 2016, è una termostufa di nuova generazione, al top per prestazioni ambientali (ha recentemente ottenuto la certificazione 4 stelle Aria Pulita) e per contenuti innovativi (braciere autopulente, struttura stagna di serie, ventilazione ambiente performante). Maggiori informazioni sono disponibili nella pagina prodotto: http://www.mcz.it/it/prodotti/stufe-a-pellet/musa/

MCZ

MCZ

MCZ è un'azienda leader per la produzione di stufe e caminetti a legna e a pellet . I suoi prodotti, caratterizzati da un design accattivante e da tecnologie all'avanguardia, riscaldano milioni di case in tutta Europa, garantendo performance eccellenti e lunga durata nel tempo. Per maggiori informazioni vai al sito MCZ

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