MLS e collaborazione: la nuova frontiera degli agenti immobiliari

mercoledì 22 luglio 2015
MLS. Dietro questi tre caratteri si nasconde il futuro degli agenti immobiliari. Anzi, il presente. Il Multiple Listing Service è un modello di lavoro basato sulla collaborazione; una parola, quest’ultima,  vista come un demone nel panorama tradizionale degli agenti immobiliari italiani, abituati in passato a lavorare solo ed esclusivamente come solisti. Eppure oggi, grazie anche […]

MLS. Dietro questi tre caratteri si nasconde il futuro degli agenti immobiliari. Anzi, il presente. Il Multiple Listing Service è un modello di lavoro basato sulla collaborazione; una parola, quest’ultima,  vista come un demone nel panorama tradizionale degli agenti immobiliari italiani, abituati in passato a lavorare solo ed esclusivamente come solisti. Eppure oggi, grazie anche all’innovazione tecnologica degli ultimi anni, questa realtà sta prendendo piede in Italia. Per scoprirla e capirla, abbiamo intervistato Daniele Mancini, amministratore delegato di Casa.it, portale immobiliare che oggi sta spingendo proprio sull’aggregazione dei MLS.

MLS sta per “Multiple Listing Service”. Di cosa si tratta?
Gli MLS sono una piattaforma aperta a disposizione degli agenti, molto utile per condividere le informazioni e aumentare le opportunità di business. In un momento in cui il nostro mercato fatica ancora a entrare in un ciclo positivo, è utile guardare agli strumenti che funzionano in campo internazionale e riflettere sul come adattarli alla specificità del mercato locale. Negli USA, ad esempio, MLS Realtor aggrega circa 800 MLS che coprono il 98% degli immobili sul mercato. Da noi, tuttavia, resta ancora da superare l’intrinseca propensione all’individualismo che dagli anni ’90 ne blocca la diffusione. Esistono, però, chiari segnali di una diffusa consapevolezza che l’unico modo per fronteggiare al meglio i cambiamenti strutturali del mercato oggi consiste proprio nel “fare rete”. Quindi, anche in un Paese come il nostro, dove il campanilismo impera e parola come “condivisione” e “collaborazione” fanno storcere il naso a tanti, ci si sta rendendo conto che la “sharing economy” non è qualcosa di utopistico o che si legge solo sui testi di economia, ma è una filosofia ed un modello di fare business vitale per il piccolo-medio imprenditore immobiliare (e non) nostrano.

Recentemente Casa.it ha organizzato il secondo MLS Day a Roma, dopo quello di aprile Milano. Che scopo hanno questi eventi?
Casa.it è da tempo in prima linea nell’innovazione tecnologica e nella sharing economy applicate al mondo immobiliare. Crediamo fermamente che la condivisione delle informazioni, la collaborazione e il fare rete siano la mossa giusta per far uscire il mercato immobiliare dall’angolo e iniziare una nuova fase di crescita. Il presupposto inderogabile per arrivare a questa svolta, però, è uno standard unico che ci consenta di allinearci ai modelli internazionali di successo. Ora, questi eventi si rivolgono in primo luogo agli agenti immobiliari, ai produttori di software specializzati e ai formatori, con l’obiettivo di creare nel nostro Paese una cultura condivisa sugli aspetti operativi, le potenzialità e la “filosofia” del MLS. A Milano abbiamo fra le altre cose presentato il primo aggregatore italiano di MLS con standard unico internazionale. A Roma ne abbiamo annunciato l’avvio della fase operativa. Inoltre, gli MLS Day sono momenti importanti per i professionisti per ascoltare le testimonianze e le esperienze di chi, a livello internazionale e locale, lavora da anni con gli MLS e i suoi aggregatori.

A giugno avete anche siglato un accordo con FIMAA (la Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari) che prevede una collaborazione a livello nazionale tra le due realtà. In cosa consiste?
Questo accordo rappresenta il primo caso di eccellenza in termini di collaborazione fra una associazione di categoria italiana e un partner tecnologico internazionale, strategico per sfruttare a pieno il processo di digital trasformation in atto nel settore immobiliare italiano. L’accordo, che genera vantaggi economici a tutti gli aderenti all’associazione grazie alla possibilità di sfruttare le novità tecnologiche, porta alla creazione del gestionale FIMAA MLS. Il gestionale FIMAA MLS verrà offerto in forma gratuita a tutti gli aderenti all’associazione. FIMAA MLS sarà il primo gestionale di una associazione di categoria ad essere inserito nel progetto MLS AGGREGATOR che integra la condivisione fra vari MLS (oggi sono già 20). Si tratta di una piattaforma aperta, multilivello, collaborativa e multicanale che fornirà agli associati il massimo controllo sulla condivisione di informazioni e sul livello di interazione con i colleghi. All’interno del sistema, inoltre, sarà possibile scegliere chi seguire, esprimere giudizi e dare feedback secondo le regole tipiche dei social network, ampliando considerevolmente la visibilità degli immobili in vendita e favorendo l’incontro tra domanda e offerta.

La categoria italiana degli agenti immobiliari è tradizionalmente poco incline alla collaborazione. La crisi del settore è riuscita a cambiare questo modo di porsi?
Certamente, come già detto l’MLS in Italia esiste già da parecchio tempo, quello che mancava era da una parte il supporto tecnologico avanzato che solo un gruppo internazionale come il nostro che opera già su mercati in cui l’MLS viene usato da decenni poteva dare; dall’altra, come accennato, la crisi del settore ha aperto gli occhi a tanti professionisti che si sono organizzati fra loro condividendo gli immobili e i clienti in portafoglio dando così una scossa positiva al loro business. In un mondo sempre più aperto e globalizzato, la chiusura alla collaborazione ti porta inevitabilmente a scomparire.

Secondo lei, con una professionalizzazione della figura dell’agente immobiliare rivolta ai meccanismi collaborativi, è possibile anche in Italia raggiungere un livello di compravendite intermediate simile a quello che si vede in altri paesi d’Europa?
Il mercato residenziale in questi ultimi sette anni ha perso oltre il 50% delle compravendite. La crisi congiunturale, l’accesso al credito difficile per le famiglie e per i costruttori e la mancanza di fiducia sulle sorti economiche del Paese hanno strozzato il mercato. Lentamente stiamo uscendo dal guado, ma è ancora presto per dire che siamo definitivamente entrati in un ciclo positivo. Collaborare con altri professionisti ti permette di avere più chance per chiudere prima il tuo business e per aprirne di nuovi, ma se le disponibilità di spesa non crescono e il tasso di disoccupazione non si abbassa, gli scambi di case non cresceranno certo ai ritmi ante crisi. Manca sostanzialmente una grandissima fetta di acquirenti di prima casa e la crescita dei mutui che registriamo oggi non ci deve ingannare. Sappiamo che gran parte di questi finanziamenti sono surroghe o sostituzioni, e, se non lo sono, sono finanziamenti fatti da chi è già proprietario e accende il mutuo più per liquidità che altro.

 

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