Costruzioni: 2016 anno della svolta

mercoledì 23 dicembre 2015
Nel nuovo anno il settore dovrebbe riscontrare una crescita dell'1% secondo l'ANCE, previste compravendite immobiliari in crescita

Il 2016 potrebbe essere l’anno di svolta per il settore delle costruzioni. Dopo un 2015 che si accinge ad archiviare un’ulteriore contrazione dell’1,3%, il nuovo anno dovrebbe registrare una crescita dell’1% grazie ai provvedimenti adottati dal governo e, in particolare alle misure contenute nel disegno di legge di stabilità che assumono un ruolo sicuramente importante per la ripresa del settore. È quanto prevede l’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni dell’ANCE (Associazione nazionale costruttori edili).

Riguardo a quest’anno, lo studio rileva che i segnali positivi, seppur modesti, in atto nell’economia ancora non coinvolgono il settore delle costruzioni che continua a evidenziare cali dei livelli produttivi, sebbene in rallentamento. La stima formulata dall’ANCE per il 2015 è, quindi, ancora di una riduzione degli investimenti in costruzioni dell’1,3% in termini reali dopo i significativi cali degli anni precedenti (-7% nel 2013 e -5,2% nel 2014). Comunque, il sentiment delle imprese associate conferma un’aspettativa di allentamento della crisi e, cosa importante, si registra un primo segnale positivo proviene dall’occupazione. Il numero di occupati nelle costruzioni, dopo 19 trimestri consecutivi di cali tendenziali, mostra, infatti, nel secondo trimestre una crescita del 2,3% su base annua. Nel trimestre successivo la crescita continua a coinvolgere solo i lavoratori alle dipendenze.

E guardando al futuro il 2016 potrebbe rappresentare l’anno di svolta. La previsione dell’ANCE è, infatti, di un aumento dell’1% in termini reali degli investimenti in costruzioni che interrompe il trend negativo in atto dal 2008. Un’inversione di tendenza guidata dal prolungamento della crescita del comparto della riqualificazione del patrimonio abitativo, dal cambio di segno nelle opere pubbliche, dopo un decennio di forti cali, e da un’attenuazione della caduta dei livelli produttivi nella nuova edilizia abitativa e nel non residenziale privato.

Sul fronte del mercato privato, grazie alla proroga, fino a dicembre 2016, del potenziamento delle agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie e interventi di efficientamento energetico degli edifici, l’ANCE prevede per il 2016 un ulteriore aumento dell’1,5% degli investimenti in recupero abitativo su base annua. L’introduzione della detrazione IRPEF del 50% dell’IVA per l’acquisto di abitazioni in classe energetica A o B potrà mitigare la flessione dei livelli produttivi della nuova edilizia abitativa attraverso l’accelerazione degli interventi in corso di realizzazione e potrà dare un significativo impulso al mercato immobiliare. In particolare, l’ANCE stima per gli investimenti in nuove abitazioni una riduzione, nel 2016, del 3,5% in termini reali, in significativo rallentamento rispetto agli anni precedenti (-6% nel 2015, -13,9% nel 2014). Relativamente al comparto non residenziale privato, la previsione per il prossimo anno è di una lieve flessione dello 0,4% in termini reali su base annua, anche in ragione di un’aspettativa di ripresa economica più robusta.

Inoltre, dopo un aumento del 10,8% delle compravendite di immobili a uso abitativo nel terzo trimestre, il 2015 si chiuderà con 440 mila transazioni pari a un aumento del 5,3%. Nel 2016 l’espansione di questo mercato arriverà a +13,5%, 500 mila unità, un aumento che si rifletterà sul ricorso al credito. Questi dati evidenziano l’uscita dalla pesante crisi che aveva caratterizzato il mercato immobiliare italiano per un settennio: tra il 2007 e il 2013 il numero delle abitazioni compravendute si era più che dimezzato (-53,6%).

Il rinnovato interesse verso il bene casa è confermato anche dai dati Istat relativi alle intenzioni di acquisto di abitazioni da parte delle famiglie, che tornano a crescere, posizionandosi su dei livelli tra i più alti degli ultimi anni. La quota di famiglie che dichiarano di essere favorevolmente disposte all’acquisto di un’abitazione a luglio 2015 risulta, infatti, pari al 2,8%, in aumento rispetto al minimo registrato due anni fa (aprile 2013) che manifestava una frequenza pari all’1%.
Benchè si tratti di intenzioni, ovvero di un indicatore sensibile ai mutamenti del contesto di riferimento, secondo l’associazione dei costruttori, appare comunque evidente la dinamica di crescita delle famiglie interessate all’acquisto di un’abitazione a partire dal secondo trimestre 2013. Sul fronte dei prezzi nel secondo trimestre c’è un ulteriore calo rispetto al secondo trimestre 2014, sintesi di una riduzione più pronunciata per le abitazioni esistenti (-3,5%) e più
contenuta per le case nuove (-2%).

“L’intensità della caduta è meno marcata rispetto alle variazioni relative ai trimestri precedenti del 2014. L’andamento degli indici Istat dei prezzi delle abitazioni testimonia la volontà da parte della domanda di prediligere e premiare, anche in un contesto economico difficile, la qualità del costruito. Per il 2016 si prevede una stazionarietà dei prezzi, che dovrebbero aumentare nel 2017 dell’1,6%”, si legge nel rapporto. In merito ai lavori pubblici, l’ANCE rileva che il disegno di legge di stabilità per il 2016 interviene sui principali elementi economico-finanziari che, negli ultimi anni, hanno ostacolato la realizzazione delle opere pubbliche in Italia. La manovra, infatti, prevede la cancellazione del patto di stabilita interno e, grazie all’utilizzo della clausola europea per gli investimenti, un’accelerazione della spesa da realizzare nel 2016 per programmi già approvati, nonché un incremento delle nuove risorse stanziate (+4,5% in termini reali rispetto al 2015).
Con il superamento del patto di stabilità interno sarà possibile rilanciare l’attività di investimento degli enti territoriali, favorendo interventi utili al territorio e al benessere dei cittadini, come quelli di manutenzione e messa in sicurezza del territorio, in grado inoltre di sostenere il sistema economico a livello locale. Parallelamente, la clausola europea degli investimenti consentirà di attivare una spesa aggiuntiva nel 2016, rispetto al 2015, di almeno 5 miliardi di euro, di cui circa 3,5 miliardi per interventi infrastrutturali. Sulla base di questi elementi si stima che gli investimenti in opere pubbliche nel 2016 aumenteranno di circa 2 miliardi di euro, pari a una crescita in termini reali del 6% rispetto al 2015. Questa stima prende in considerazione prudenzialmente solo una quota parte dei 3,5 miliardi della clausola europea destinata alle infrastrutture in considerazione delle incertezze e delle inefficienze della pubblica amministrazione che, si teme, possano rallentare i processi di spesa.

 

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