Vendita di un immobile proveniente da donazione

lunedì 19 gennaio 2015
Presenta delle criticità importanti, perché le donazioni sono impugnabili per 10 anni dopo la morte del donante o 20 anni dopo la data della donazione stessa

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La vendita di un immobile proveniente da donazione presenta delle criticità importanti, perché le donazioni sono impugnabili per 10 anni dopo la morte del donante o per 20 anni dopo la data della donazione stessa.

La ratio di questa impugnabilità è che il donante, togliendo un immobile dal suo patrimonio, potrebbe ledere le quote di eredità legittima. Se una persona che ha ricevuto un immobile in donazione lo vuole vendere, come si può garantire l’acquirente da una possibile azione contro di lui?

Al momento non esistono soluzioni esenti da problematiche. La revoca della donazione costituirebbe una nuova donazione e sarebbe a sua volta impugnabile da parte dei legittimari del donatario in quanto è un atto a titolo gratuito con il quale il donatario restituisce il bene al donante, ha le stesse potenzialità per essere impugnato (così come il primo atto) come riduzione di legittima da eventuali legittimari del donatario.

Un rimedio utilizzato spesso, è quello di far prestare (dove possibile) al donante una fideiussione personale in favore dell’acquirente a garanzia degli eventuali danni che potrebbero derivare da una azione di riduzione. Tale garanzia sarebbe destinata ad essere utilizzata dopo la morte del donante, solo in tale momento, infatti i legittimari lesi potrebbero far valere i propri diritti di legittima contro la donazione.

Dal momento che i legittimari sono considerati, in seguito all’azione di riduzione, eredi del defunto, e poichè gli eredi rispondono degli obblighi contratti in vita dal “de cuius”, si troverebbero soggetti all’alternativa tra rinunciare all’azione di riduzione sul bene di cui trattasi e/o esperirla dovendo però risarcire i danni relativi provocati all’acquirente del bene donato.

Questa via è spesso praticata, anche se si potrebbe eccepire che con la fideiussione rilasciata dal donante si agira il divieto previsto dall’art.557 c.c. di rinuncia preventiva da parte dei legittimari all’esercizio dell’azione di riduzione, e che qualora dovesse essere interpretata in questo modo la fideiussione prestata ai sensi dell’art.1344 c.c. il contratto sarebbe nullo in quanto costituirebbe il mezzo per leudere norme imperative.

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