Affitto con riscatto: ma chi lo capisce?

giovedì 28 agosto 2014
La formula non è regolata dal nostro ordinamento, ma perlomeno esistono forme di contratto “tipiche”

Cosa è di preciso l’affitto con riscatto? Si tratta, spiega con chiarezza Il Sole 24 Ore dello scorso 31 luglio, di prendere una casa in affitto per poi arrivare alla compravendita dopo qualche anno, recuperando (in parte o in toto) i canoni versati. Questa modalità di acquisto, apparentemente semplice, non è però disciplinata dal nostro ordinamento. Perciò, in assenza di una regolazione specifica, questa formula comprende diversi schemi giuridici e soluzioni, con sovrapposizioni che creano spesso confusione. In questo quadro, gli operatori si ingegnano per offrire il contratto giusto e accompagnare all’acquisto gli interessati. Tra queste soluzioni, sono due quelle più frequentate in Italia: la locazione con opzione di futuro acquisto e la locazione con preliminare di futura vendita.

Locazione con opzione di futuro acquisto
Con questa modalità, si prende in affitto una casa con la possibilità, a una certa scadenza, di esercitare l’opzione di acquisto contenuta nella proposta contrattuale e diventarne così proprietari. Nel frattempo si paga un canone di locazione maggiorato e, se si decide di comprare entro il termine stabilito, questa maggiorazione (o a volte anche di più) va ad essere scomputata dal prezzo della casa (bloccato a inizio contratto). Se invece non si vuole dar seguito all’acquisto, il contratto prosegue come un normale affitto e la maggiorazione fino allora versata va persa.

Locazione con preliminare di futura vendita
Questa modalità comporta un impegno maggiore, ma offre più garanzie. Il contratto di affitto è combinato con un “compromesso” che può essere unilaterale (obbliga il locatore alla stipula del contratto definitivo, lasciando però al compratore la facoltà di rinuncia) o bilaterale (obbliga entrambe le parti alla compravendita). La trascrizione nei registri immobiliari viene eseguita dal notaio che ha ricevuto o autenticato il preliminare, producendo sull’immobile un effetto “prenotativo”.

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