Polizza obbligatoria sulla casa? Un costo insostenibile e un alibi per lo Stato

mercoledì 19 novembre 2014
Assoedilizia dice no a questa via: mercato immobiliare già appesantito dalle tasse, lo Stato non deve cercare una via d’uscita alla tutela del territorio

“La polizza assicurativa obbligatoria per gli immobili suscita serie perplessità perché, a ben vedere, sul piano sostanziale risolve ben poco mentre presenta un costo individuale e sociale molto rilevante”. Lo ha dichiarato in una nota il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, secondo il quale caricare i circa 40 milioni di unità residenziali e complementari del costo obbligatorio dell’assicurazione significa appesantirle in misura dai 5 ai 6 miliardi di euro di premi assicurativi annui. Costi che si aggiungerebbero alla già grave crisi del settore immobiliare e al trattamento fiscale già penalizzante riservato al mattone, comparto per il quale non sembra possibile alcuna defiscalizzazione nell’immediato. “Lo abbiamo potuto constatare in particolare in occasione della stretta fiscale sugli immobili intervenuta nel 2011-2012 – sottolinea il presidente dei proprietari edilizi – con la riduzione della deduzione forfetaria dei costi di produzione del reddito locativo”.

Prosegue Colombo Clerici: “Prendere in considerazione solo il rischio-terremoto e trascurare gli altri rischi legati alle diverse calamità naturali (quali inondazioni, esondazioni, frane, smottamenti) o legati agli eventi catastrofali per l’uso del gas, dei quali ricorre una casistica quasi quotidiana, significherebbe lasciare il problema irrisolto”. Se, invece, si decidesse di includere anche questi pericoli nella copertura obbligatoria, si finirebbe – secondo il presidente di Assoedilizia – per fornire allo Stato un “alibi” per venir meno al compito istituzionale legato alla tutela del territorio attraverso stanziamenti di adeguati investimenti.

 

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