Edilizia in Veneto: siamo al punto di svolta?

venerdì 20 settembre 2013
La situazione rimane difficile nel II trimestre 2013 ma si intravedono i segnali di una ripresa

I dati sull’andamento del mercato delle costruzioni nel Veneto, secondo le stime del Cresme per l’osservatorio Ceav-Unioncamere del Veneto sul mercato edilizio, evidenziano tra il 2008 e il 2012 la più grave crisi del settore dal dopoguerra, con un calo complessivo del 14,2% in termini reali e del -22,8% in valori costanti. Lo scorso anno il settore delle costruzioni nel Veneto ha attivato investimento per poco più di 13,7 miliardi di euro, contro i 16 miliardi del 2008. Tirando le somme, in soli tre anni il mercato ha perso circa 2,3 miliardi di investimenti.

L’analisi congiunturale sul settore relativa al secondo trimestre 2013 mette in evidenza due elementi apparentemente contrastanti, ma che in realtà lasciano intravedere i primi segnali di una possibile inversione di tendenza per la dinamica negativa dell’edilizia già nel prossimo futuro. Infatti, se da un lato tra aprile e giugno la dinamica negativa non si è arrestata, dall’altro emerge un netto miglioramento delle aspettative delle imprese per i prossimi sei mesi, sentore di una possibile inversione di tendenza che, almeno per quanto riguarda le costruzioni, ha tempi di reazione più lunghi rispetto a all’economia.

Sulla base dei dati dell’indagine, il fatturato delle imprese di costruzioni nel secondo trimestre 2013 ha comunque registrato una diminuzione del 4,6% rispetto a un anno prima, diminuzione che si aggiunge al -3,9% già registrata nel primo trimestre. Resta negativo anche l’indicatore congiunturale relativo agli ordini, ma con una flessione leggermente più contenuta rispetto a quella registrata tra gennaio e marzo: il calo nel secondo trimestre ammonta al -3,3%, ossia quasi un punto percentuale in meno rispetto al periodo ottobre-dicembre del 2012. L’aumento del livello dei prezzi registrato nei trimestri precedenti rallenta il passo, con un indicatore tendenziale del 2,5%, quindi mezzo punto inferiore a quello del trimestre precedente e quasi un punti inferiore a quello dell’ultimo trimestre dello scorso anno. Infine, gli indicatori relativi all’occupazione nel secondo trimestre del 2013 raggiungono il massimo picco negativo, con un dato in flessione del -6%.

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