Casa green con l’Approccio Sistemico

martedì 26 marzo 2013
Intervista al Professor Luigi Bistagnino, architetto e designer, fondatore di Approccio Sistemico. Sabato 20 aprile, a Milano, si terrà EDILCAMP 2013, il primo BarCamp italiano dedicato a edilizia, innovazione, tecnologia, compatibilità. EDILCAMP 2013 nasce dalla necessità di un confronto aperto su temi come efficienza energetica e ambientale, green e blue economy nel real estate, riqualificazione […]

Intervista al Professor Luigi Bistagnino, architetto e designer, fondatore di Approccio Sistemico.


Sabato 20 aprile, a Milano, si terrà EDILCAMP 2013, il primo BarCamp italiano dedicato a edilizia, innovazione, tecnologia, compatibilità. EDILCAMP 2013 nasce dalla necessità di un confronto aperto su temi come efficienza energetica e ambientale, green e blue economy nel real estate, riqualificazione e gestione eco-efficiente degli immobili, domotica e social housing, certificazioni e formazione professionale, prodotti e tecnologie per case passive e costruzioni a impatto zero, soluzioni e strumenti innovativi per una diversa etica sociale e ambientale. Nel corso della giornata ci saranno numerosi incontri: un ricco programma di unconference e di workshop. Tra le unconference previste ci sarà anche quella a cura del Professor Luigi Bistagnino, architetto e designer, fondatore di Approccio Sistemico, professore di Disegno Industriale al Dipartimento di Architettura e Design, al Politecnico di Torino, dal titolo “Rifiuti? Ma no, risorse” (ore 11.00 – 12.00).

Professor Bistagnino, cos’è il Design Sistemico?
Per fare una qualunque azione produttiva abbiamo bisogno di risorse come input ma generiamo anche degli scarti (output). Il Design Sistemico delinea e programma appunto il flusso di materia ed energia che scorre da un sistema ad un altro in modo che l’output (scarto) di uno possa essere l’input (risorsa) di un altro. In questo modo si ottiene una metabolizzazione continua che diminuisce l‘impronta ecologica e genera anche un notevole flusso economico perché attualmente gli scarti dei processi produttivi sono solo un costo. Questo modello trae ispirazione dai fondamenti della Scienza Generativa basata sul presupposto che, a seguito di una qualunque trasformazione di una risorsa, si generi un valore aggiunto generativo per altri. Siamo di fronte non soltanto a una questione meramente ambientale ma al delinearsi di un vero e proprio nuovo modello produttivo ed economico. Il che peraltro, se si considera l’attuale situazione di crisi, vuol dire anche nuove opportunità di lavoro.
In questo Approccio Sistemico qualunque punto è connesso, sia in entrata sia in uscita, a tutti gli altri in maniera collaborativa e nello stesso tempo fortemente radicato nel luogo in cui l‘azione viene svolta. Questa caratteristica porta i vari soggetti ad avere una chiara percezione di quello che loro stessi compiono e delle immediate risultanze create nel territorio: tutto è vissuto in prima persona ed è forte la percezione di far parte di un sistema relazionato e di trarre dalle sue interconnessioni le proprie risorse di vita.
La compresenza armonica di agricoltura, industria e collettività con il Sistema Naturale, all’interno dello stesso contesto territoriale, è la chiave fondamentale di un modello produttivo di sviluppo sostenibile. L’agricoltura, essenziale alla nostra sopravvivenza, è un’attività produttiva che si affianca a quella industriale ed entrambe coesistono nel sistema naturale assieme alla società.

In che modo si può applicare il suo concetto di design sistemico nella vita di tutti i giorni?
Nell’avere coscienza delle relazioni che ogni nostra scelta possa generare. Purtroppo si pensa che la situazione attuale sia causa del comportamento sbagliato di altri. Non è assolutamente vero, siamo noi, ciascuno di noi il motore del tutto. Ogni nostra scelta, ogni nostro acquisto mette in moto tutta la serie di relazioni produttive che sono connesse a quel prodotto. Dobbiamo quindi essere consci, soggetti consapevoli e non utenti inconsci delle proprie azioni! Il mondo in cui viviamo è semplicemente il risultato della sommatoria delle azioni dei singoli. Se non vogliamo certe cose cominciamo a non sceglierle ed i produttori si allineeranno alle nostre decisioni.

L’unconference che terrà ad Edilcamp avrà come titolo ‘Rifiuti? Ma no, risorse!’. Come è in Italia la situazione del riciclo di rifiuti?
Ci sono degli alti e dei bassi come in tutto, ma si sta diffondendo una maggiore consapevolezza del problema.

Lei è da diversi anni impegnato in attività di salvaguardia ambientale. Ha visto dei cambiamenti nel nostro paese in merito?
Nella gestione del proprio ambiente si assiste ad una crescente presa di coscienza della collettività sulle scelte che vengono prese in sedi politiche ed economiche lontane dal loro contesto. Non si acconsente più alla realizzazione di grandi opere che modificano fortemente l’ambiente in cui si vive per il cosiddetto bene collettivo: se ne avverte il valore strumentale legato a obiettivi che non coinvolgono minimamente la comunità residente. In tal senso si sviluppano un po’ dovunque dei comitati locali che fanno sentire la loro voce nelle decisioni da prendere e attivano con discussioni collettive la consapevolezza dell’appartenenza ad una comunità che vive in un territorio e di cui vuole diventare protagonista attivo. Sono segnali di cambiamento che stanno cominciando a tessere una nuova rete di approccio culturale ai problemi che si vuole siano riferiti ai luoghi di vita reale e non a quelli appartenenti ad una visione globale/finanziaria senza radici.

Per quanto riguarda le abitazioni green, come è la situazione attuale? In che modo è possibile diminuire l’impatto ambientale delle stesse?
Applicando semplicemente l’Approccio Sistemico. Oggi l’edificio è la sommatoria di interventi di diversi specialisti che difficilmente dialogano gli uni con gli altri. Non servono soluzioni parziali o semplici sostituzioni tecnologiche: l’abitazione è un organismo in cui i diversi sistemi interagiscono vicendevolmente e bisogna ri-imparare a farli convivere armonicamente.

Quali sono i temi che affronterà a Edilcamp e a chi si rivolge la sua unconference?
Parlerò dei processi produttivi lineari e di quelli sistemici; cercherò di migliorare la consapevolezza dei partecipanti in modo che possano diventare dei soggetti consapevoli e attivi nelle loro diverse realtà locali e sociali.

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