Toscana e governo del territorio: snellire la macchina burocratica

giovedì 28 novembre 2013
Ordini professionali: serve altro tempo per elaborare uno strumento innovativo e di qualità

Evitare inutili sovrapposizioni tra le responsabilità degli anti pianificatori; evitare di definire a priori la linea di confine tra zone urbanizzate e territorio; abbattere gli ingenti oneri di urbanizzazione; premiare la riqualificazione energetica e l’adeguamento sismico. Sono solo alcune delle proposte relative alla riforma della legge urbanistica della Regione Toscana n.282/2013 (“Norme per il governo del territorio”) avanzate dagli Ordini degli architetti, ingegneri, geometri, agronomi e forestali, periti agrari, periti industriali e di tutte le province della Toscana, presentate ieri con un documento unitario al Consiglio regionale. Un testo sottoscritto e condiviso da 66 assemblee che rappresentano complessivamente 40 mila professionisti in tutta la regione.

Se il contenimento del consumo di suolo per scopi edificatori è un principio ampiamente condiviso, per gli Ordini professionali esso non deve essere l’unico obiettivo di una riforma efficace della legge urbanistica regionale. In primo luogo, dividendo l’esistente esclusivamente tra zone urbane e agricole, la proposta di legge regionale darebbe, secondo gli ordini professionali, un’indicazione semplicistica: sul territorio esiste una moltitudine di situazioni, come ad esempio lo sprawl, per le quali tale legge non sembra mettere in campo soluzioni di riqualificazione valide. In generale, però, sarebbe l’intero quadro procedimentale a risultare estremamente macchinoso, tale da comportare la creazione di un’imponente e costosa struttura burocratica si controllo a livello regionale, un sistema che penalizza i settori imprenditoriali, l’edilizia e l’agricoltura, rendendo la rigenerazione urbana soltanto uno slogan. Il timore dei professionisti è che tale testo potrebbe allungare ulteriormente i tempi di attuazione dei singoli strumenti.

E’ dall’aprile di quest’anno che gli Ordini hanno chiesto di partecipare alle fasi di concertazione nell’elaborazione di norme che coinvolgono le professioni tecniche, al fine di arricchire il confronto istituzionale, prevenire incomprensioni e favorire un linguaggio comune. Per questo, con la partecipazione ieri al convegno sulla Proposta di legge regionale sul governo del territorio, è stata raccolta quest’opportunità. Vista l’importanza che tale legge avrà sul territorio e su chi ci vive e lavora, infatti, gli Ordini e i collegi si erano già incontrati più volte nei mesi scorsi. Così, pur consapevoli che tale legge troverà piena attuazione nella fase regolamentare, gli ordini ritengono necessario altro tempo per elaborare uno strumento normativo innovativo e di qualità.

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