Un’imposta, duemila moduli

lunedì 21 gennaio 2013
Secondo un conteggio del Caf Acli, un Comune su quattro ha introdotto per l'Imu formati di comunicazione locali

Sono circa duemila i Comuni italiani in cui i cittadini non potranno usare il tanto atteso modello per la dichiarazione Imu. Un municipio su quattro ha infatti introdotto un formato di comunicazione “locale”, diverso da quello messo a punto dal dipartimento delle Finanze. Si tratta di una complicazione non indifferente in vista della scadenza al 4 febbraio, soprattutto per i professionisti che si occupano di Imu e che si trovano ora costretti verificare delibere e regolamenti comunali alla ricerca dei cosiddetti “adempimenti formali non onerosi”.

Il conteggio dei duemila Comuni, spiega Il Sole 24 Ore, è stato effettuato dal Caf Acli, che ha mappato per i prorpi uffici tutte le decisioni locali. “La grande maggioranza delle delibere che comportano obblighi di comunicazione varie per aliquote o detrazioni agevolate si trova nel Nord,” spiega il direttore del Caf Acli, Paolo Conti. “Nel Centro-Sud, invece, è più frequente imbattersi in delibere locali che hanno previsto la stessa aliquota per tutti gli immobili diversi dalla prima casa”.

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