Prima casa, e se chi compra non è cittadino italiano?

venerdì 30 marzo 2012
Che uno "straniero" possa comprare in Italia la sua prima casa è fuori di discussione. Ma può beneficiare delle agevolazioni fiscali "prima casa" previste per questa evenienza? Sì, se ricorrono i requisiti previsti dalla legge, fra i quali è tassativamente prevista la residenza giustappunto in quella casa. Basterà, per la bisogna, il solo permesso di soggiorno a scadenza prefissata?
Prima casa, e se chi compra non è cittadino italiano?-http://www.sxc.hu/profile/groenmen

La questione è semplice, quanto intrigante.

Se l’è posta, e l’ha posta alla Agenzie delle entrate il contribuente K.M., probabilmente perché direttamente interessato, visto che quella K (c’è sempre un fattore K) lascia presagire che non deve essere nato proprio in Italia.

Qualcuno dirà che anche Katia, per dire, è un rispettabilissimo nome ormai ampiamente diffuso fra le famiglie nostrane.

E va bene, è vero. Comunque il cognome poi non suona di certo italiano, fidatevi, anche se qui pubblichiamo soltanto l’iniziale.

Veniamo al dunque.

Chiede K.M.: «Allo straniero spettano le agevolazioni fiscali previste per l’acquisto della “prima casa”?».

Chiarissimo e diretto.

Certo sarebbe stato meglio se il contribuente in questione o chi per lui avesse fornito qualche dettaglio in più.

Intanto chi è “lo straniero“? Ed è in questa condizione rispetto a chi?

Dobbiamo intendere un “non cittadino”, privo della nazionalità italiana? E in questo caso è un ospite temporaneo, con regolare permesso di soggiorno, normalmente concesso a scadenza ecc.? E si tratta poi di un cittadino appartenente all’area Schengen, oppure di un extracomunitario, categoria quest’ultima verso la quale i diritti sembrano restringersi a vista d’occhio, e figuriamoci poi in materia fiscale!

Domande tutte legittime. Anche perché, chi fosse chiamato a dirimere la questione nel merito, non potrebbe non porsele e pretendere di conseguenza risposte pertinenti.

Non così naturalmente, almeno non nella normale corrispondenza che trova ospitalità su FiscoOggi (29 marzo 2012), per l’Agenzia delle entrate. Alla quale interessa unicamente sapere se sussistano o meno i requisiti di legge.

In ogni caso, Antonina Giordano, rispondendo al contribuente, ha tenuto un profilo piuttosto discreto, mantenendosi sulle generali, anche se ha fornito, ci mancherebbe!, tutte le informazioni del caso.

«Lo straniero che acquista la “prima casa” paga l’imposta di registro al 3%, se compera da un soggetto privato, ovvero l’Iva al 4%, se compera da una impresa o società (salvo qualche ipotesi particolare), più le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (attualmente pari a 168 euro ciascuna). Lo straniero è dunque ammesso a godere delle agevolazioni “prima casa” se ne possiede i requisiti, che ovviamente sono gli stessi richiesti per gli Italiani».

Dal che si deduce che, ove ricorrano i requisiti di legge, anche lo “straniero” potrà beneficiare dei vantaggi fiscali “prima casa”.

Ma rimane la curiosità circa lo strano caso di K.M.

Il quale, nonostante sia temporaneamente presente nel nostro Paese, ha acquistato o vorrebbe acquistare qui la sua prima casa, e vi ha fissato o vi vorrebbe fissare la propria residenza e nel caso dovrebbe farlo quanto prima, sempre che nel frattempo non gli sia scaduto il permesso di soggiorno

Voi che dite?

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