Comprare casa low cost, quell’affare ha dell’incredibile

venerdì 2 marzo 2012
Non tutte le ciambelle riescono con il buco e così a volte può accadere che quello che a prima vista sembra un affarone nasconda qualche sotterfugio e merita quindi di essere messo sotto accertamento. Potrebbe capitare per esempio a chi ha comprato casa low cost, a un prezzo effettivamente incredibile. Tanto incredibile da attirare la legittima curiosità dell'Agenzia delle entrate
Comprare casa low cost, quell'affare ha dell'incredibile-http://www.sxc.hu/profile/meerlap

Avete comprato casa a un prezzo decisamente “stracciato”? Bravi! Avete fatto un affarone!

Attenti però a non dovervi mangiare i gomiti perché a qualcuno quella performance così interessante (e gratificante per voi che l’avete realizzata) è sembrata tanto fuori dal comune quanto incredibile (nel senso che non può essere vera e merita un accertamento).

Come è facile capire l’accertamento “induttivo” potrebbe arrivare non da un vicino di casa invidioso o da un collega d’ufficio poco propenso a farsi i fatti propri, ma dall’Agenzia delle entrate che di questo genere di curiosità fa il proprio cavallo di battaglia oltre a essere l’impegno istituzionale suo proprio per definizione.

L’Agenzia delle entrate ha la competenza per farlo?

Perbacco! Lo si deduce dall’Ordinanza n. 1972 del 10 febbraio 2012 (udienza dell’11 gennaio 2012) – della Cassazione civile, sezione VI – Pres. Merone Antonio – Est. Cirillo Ettore: Accertamento – Gravi incongruità tra ricavi dichiarati e ricavi induttivamente determinati – Legittimità dell’accertamento.

Così riporta in sintesi la sentenza FiscoOggi del 1 marzo 2012: «E’ legittimo l’accertamento c.d. analitico-induttivo ex art. 39, comma primo, lett. d), DPR n. 600 del 1973 sui ricavi derivanti dalla vendita di unità immobiliari, in presenza di indizi di evasione gravi, precisi e concordanti. Nella fattispecie, il prezzo di vendita degli immobili era di molto inferiore rispetto alla media dei prezzi della zona, in base ai dati dell’osservatorio immobiliare italiano (OMI). Inoltre, i prezzi di vendita erano di poco superiori a quelli di costruzione degli immobili medesimi ed, infine, i mutui contratti dagli acquirenti apparivano di gran lunga superiori rispetto al prezzo di acquisto».

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