Mercato immobiliare, se mi scippano l’Aeroporto

lunedì 19 marzo 2012
Tutti sano quanto incidano i servizi esistenti in zona nella valutazione di un immobile. Spesso la vicinanza alla fermata del bus, alla farmacia, al supermercato, alla metropolitana, alla scuola, ai negozi, al cinema e al teatro fanno la differenza. Non sempre si presta invece la dovuta attenzione alla presenza di infrastrutture di primaria importanza, com'è il caso di un aeroporto internazionale
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Con la solerzia e la lucidità che gli vanno indubbiamente riconosciute il Presidente Fiaip Bergamo, Giuliano Olivati, affronta nell’intervento che pubblichiamo in questa pagina un problema che non sempre è considerato con la dovuta attenzione dagli operatori del settore immobiliare.

Quello cioè del rapporto fra le infrastrutture esistenti sul territorio e il loro pieno funzionamento da una parte, e il mercato immobiliare che a quelle opere primarie fa, o dovrebbe fare, riferimento come a una carta in più da giocare.

Nel caso specifico si tratta di un aeroporto che ha assunto nel tempo importanza via via sempre più rilevante per il bacino d’utenza di tutta la Lombardia e non solo, vale a dire lo scalo internazionale di Bergamo (Orio al Serio), la cui operatività, per una serie di circostanze, e nell’assoluta indifferenza dei più, rischia di essere messa in seria difficoltà.

Evento quanto mai nefasto che non mancherebbe di produrre pesanti effetti negativi sul mercato immobiliare di Bergamo e zone limitrofe.

Di seguito il contributo di Giuliano Olivati.

«Caro direttore,
in questi giorni a Bergamo tiene banco la questione dell’aeroporto e della strana posizione di Sea, la società aeroportuale milanese che è socio di minoranza di Sacbo (aeroporto di Orio) e allo scalo bergamasco fa concorrenza “secondo le regole del mercato”, come dichiara il presidente milanese Giuseppe Bonomi.

Vengo sull’argomento come presidente degli agenti immobiliari professionali Fiaip Bergamo perché è indubbio che un aeroporto internazionale come Orio costituisca un valore aggiunto rilevante anche per il mercato immobiliare, con una circolazione turistica che andrebbe anzi meglio intercettata e dirottata sulla nostra città d’arte, e con una ricchezza di collegamenti nazionali e internazionali che rende Bergamo una città dove ha più valore abitare.

Col treno siamo un po’ tagliati fuori dai grandi collegamenti, si dice, meno male abbiamo almeno un aeroporto degno di questo nome.

Il grido d’allarme di Miro Radici, presidente Sacbo, è perfettamente condivisibile e commercialmente non fa una grinza: come è possibile subire il conflitto d’interessi di un socio di minoranza che rema contro e si fa concorrenza da solo, a vantaggio degli aeroporti milanesi?

Inutile e sopra le righe la reazione di Bonomi, all’insegna del “hanno cominciato prima loro a farci concorrenza” (ci aspettiamo ora “chi lo dice sa di esserlo, mille volte più di te”): il conflitto d’interessi infatti è a carico di Sea che tiene i piedi in due scarpe e non di Sacbo, a meno che Sacbo non detenga a sua volta una partecipazione in Sea.

Perfettamente comprensibile anche l’imbarazzo dichiarato da Radici nel trattare di questioni commerciali in un consiglio d’amministrazione che vede la presenza dei soci milanesi “concorrenti di mercato” (parola di Bonomi).

A questo punto il nodo è proprio la partecipazione di Sea in Sacbo, al di là dell’indipendenza dei suoi rappresentanti in cda.

Ci auguriamo che per salvare Malpensa, messa in un vicolo cieco dagli errori strategici e dal peccato originale di una localizzazione decentrata e infelice, qualcuno non pensi di rovinare un asset bergamasco così importante come il nostro aeroporto. Ne saremmo tutti danneggiati, non ultimo il mercato immobiliare».

Giuliano Olivati

Presidente provinciale

Fiaip Bergamo

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