Casa, in affitto o di proprietà, ha raggiunto costi insostenibili

lunedì 19 marzo 2012
Più che un allarme è un grido di dolore quello lanciato da Federconsumatori. Dopo aver fatto i conti degli aumenti insostenibili che colpiscono chi abita una casa in affitto o di proprietà sul piano delle spese e tasse da affrontare, invita il Governo a varare un vero piano per l'edilizia residenziale. Diffcile però da realizzare in tempi di vacche magre, visti i precedenti fallimenti in materia
Casa, in affitto o di proprietà, ha raggiunto costi insostenibili-http://www.sxc.hu/profile/barunpatro

I conti li hanno fatti quelli della Federcosumatori, e a giudicare dalle cifre che hanno ottenuto non si può certo dire che siano andati molto lontani dalla realtà.

Semmai c’è da dire che gli italiani non sono ancora pienamente consapevoli della stangata che li aspetta sul piano delle spese, e soprattutto della tasse, da sostenere per la casa.

Basti dire, conti di Federconsumatori alla mano, che chi è in affitto vedrà lievitare la spesa per la casa in media di ottocentoottantatré euro e venti centesimi; mentre i proprietari (per gli aspiranti tali le note sono ancora più dolenti) dovranno sborsare mille e cinquecentodiciotto euro e sessanta centesimi in più.

Dati sorprendenti e poco credibili? Tutt’altro!

«Purtroppo – dicono a Federcontribuenti – i dati sulla crisi del mercato immobiliare non ci sorprendono affatto. A pesare su questo andamento, infatti, non è solo la forte caduta del potere di acquisto delle famiglie nel corso degli ultimi anni (-2,8% solo nel 2011), ma anche i prezzi delle abitazioni, attestatisi ormai su livelli elevatissimi e mai scesi in maniera sufficiente. Secondo lo studio dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale della Federconsumatori, per l’acquisto di un appartamento-tipo, di 90 mq in una zona semicentrale di una grande area metropolitana, si è passati da 15 anni di stipendio necessari nel 2001 a 18,4 anni nel 2011».

Non sono da meno però le spese per il mantenimento e la funzionalità dei servizi per la casa, cresciuti del 5% per chi è in affitto, e del 13% per i proprietari, appunto come si è detto sopra.

A quali capitoli di spesa debbano essere imputati gli aumenti è presto detto: «A far lievitare tali spese – dichiara sempre la stessa fonte – sono soprattutto i continui aumenti delle spese per la luce, il riscaldamento, il gas, la nettezza urbana, nonché la grande novità della reintroduzione dell’IMU (ex ICI)».

Sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, rispettivamente presidente di Federconsumatori il primo e di Adusbef il secondo: «In una situazione grave come quella che il Paese sta attraversando è estremamente difficile per le famiglie sostenere costi simili per la propria abitazione».

Non c’è che da sperare in un vero piano per l’edilizia residenziale, sostengono quelli di Federconsumatori.

Temiamo però che con i tempi che corrono sia difficile pensare che il Governo riesca a imboccare questa strada.

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