Risparmio energetico, che ne sai del progetto GRACE?

giovedì 9 febbraio 2012
E' possibile valutare costi e benefici degli incentivi pubblici finalizzati a incoraggiare il risparmio energetico? E' veramente efficace, per esempio, la detrazione fiscale del 55% per chi adotta provvedimenti per migliorare l'efficienza energetica di un edificio? E più in particolare, è possibile costruire un modello a livello europeo che consenta di evitare sprechi e centrare l'obiettivo del risparmio d'energia?

Mentre ognuno, per quello che può, cerca di contribuire in qualche maniera al risparmio energetico, anche grazie agli incentivi pubblici o comunque assoggettandosi, anche controvoglia, alle regole imposte in questa materia dalla Ue, è interessante apprendere che il “pubblico” in quanto tale non se ne sta con le mani in mano, ma mette in atto dei progetti sperimentali per ricavarne un modello da applicare nelle singole realtà esistenti a livello comunitario.

Un buon esempio è il progetto europeo denominato GRACE, finalizzato alla valutazione dei costi e dei benefici degli incentivi e delle sovvenzioni per il risparmio energetico.

Vi sono coinvolte tre regioni (Sassonia, Bassa Slesia, Emilia-Romagna).

Del progetto parla diffusamente Nomisma nella Newsletter del mese di gennaio 2012, da cui ricavo le informazioni che seguono, riguardanti il nostro Paese e l’Emilia-Romagna in particolare.

La prima: «Nel Piano d’Azione Italiano per l’Efficienza Energetica del 2011, presentato a luglio dello stesso anno, il
residenziale è considerato il principale settore per gli interventi di risparmio energetico in Italia e dovrà contribuire con un risparmio complessivo di 56.830 GWh/anno (45%) su un obiettivo nazionale totale di 126.327 GWh/anno atteso al 2016».

Quindi, quando parliamo di obiettivi per il risparmio energetico in Italia dobbiamo porre mente che esso riguarda in maniera determinante i possibili interventi nel settore residenziale, in ultima analisi per ridurre gli sprechi (spifferi) e aumentare la coibentazione degli edifici.

La seconda: «In Emilia Romagna il residenziale è responsabile per il 21% dei consumi finali della regione. Il gas naturale
rappresenta il 62% del consumo in questo settore ed è utilizzato principalmente per riscaldare ambienti e acqua sanitaria, oltre che per cucinare. Visto che il 94% delle famiglie della regione sono allacciate alla rete del gas (contro il 77,7% in Italia), il risparmio energetico residenziale dovrà riguardare principalmente una riduzione dei consumi di gas naturale delle famiglie».

Interessante.

Ne consegue, a rigor di logica, che tutti gli sforzi per il risparmio energetico, e gli incentivi che vi afferiscono, debbano essere indirizzati a un minor consumo di gas.

L’impegno in questa precisa fase del progetto GRACE, per quanto riguarda l’Emilia-Romagna che partecipa alla sperimentazione in quota Italia, è di elaborare un modello che renda possibile il raggiungimento di questo obiettivo.

Ai fini della ricerca, per conto dell’Italia, sono impegnati l’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena
(www.aess-modena.it) e Nomisma (www.nomisma.it) che opera in qualità di sub-contractor.

Le altre due realtà che operano per la stessa finalità di ricerca in Europa sono: Bautzen Innovation Centre
(www.tgz-bautzen.de) della Sassonia (leader del progetto) e Wroclaw Research Centre EIT+Ltd (www.eitplus.pl) della Bassa Slesia.

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