Torino: in un anno vendite calate di quasi un quarto

venerdì 14 dicembre 2012
Gli agenti immobiliari additano la stretta creditizia e l'Imu

Le compravendite immobiliari a Torino si sono ridotte del 23% in un solo anno. Tra i motivi di un calo così consistente vi è, a parere degli agenti immobiliari del collegio provinciale Fiaip, l’irrigidimento da parte degli istituti di credito della concessione di mutui (-55% le erogazioni) e l’aumento della pressione fiscale “con la reintroduzione di imposte fisse come l’Imu, che ha fortemente penalizzato tutto il settore”.

Per gli agenti immobiliari torinesi “con meno imposte e più accesso al credito la situazione sarebbe sicuramente meno difficile e gli utenti finali avrebbero acquistato, attirati anche da prezzi più equilibrati“. E’ stato detto che “l’investimento finanziario oggi non è in grado di attrarre capitali e non può essere antagonista del mercato immobiliare, che pertanto potrebbe trovare spunto in futuro e tenere proprio a causa dell’instabilità dei mercati immobiliari”.

Nel dettaglio, Torino città ha fatto registrare una diminuzione dei prezzi del 3,5% in un anno, mentre nella provincia il calo è stato del 5%. Per quanto riguarda, invece, l’Alta Val Susa, zona interessata dalla realizzazione della Tav e dalle numerose proteste contro l’infrastruttura, la Fiaip di Torino e provincia rileva che si è avuta una diminuzione del 4% complessiva, in linea con la media. “Le note vicende della Tav – dicono gli agenti immobiliari – che si paventava avessero un effetto negativo, in definitiva non l’hanno avuto, mentre la diminuzione delle quotazioni avrebbe forse potuto essere più contenuta se l’Imu non penalizzasse fortemente le seconde case“.

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