Duro attacco dell’Ordine degli Architetti e di quello degli Ingegneri di Milano, e di tutta Italia, contro il Bando per la realizzazione di alcune architetture di servizio per l’Expo 2015.
Nel merito Daniela Volpi, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Milano insieme a Leopoldo Freyrie, Presidente del CNAPPC, Stefano Calzolari, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Milano, Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri, Paolo Ventura, Presidente della Consulta Regionale degli Ordini degli Architetti P.P.C. scrivono rivolgendosi al Sindaco Giuliano Pisapia:
«Poco prima di Natale è stato pubblicato il bando per un Concorso di idee per la “Realizzazione delle architetture di servizio del sito Expo Milano 2015”. Bando che, qualora lo si consideri dimenticando tutto quello che l’ha preceduto, potrebbe anche essere accolto con un certo favore. Purtroppo le scelte da Voi fatte non ce lo permettono, essenzialmente per due ragioni: la prima è che questo bando non può che essere inteso, nostro malgrado, come un modo per “accontentare” i professionisti (e gli Ordini professionali) esclusi di fatto dalla partecipazione a tutti i bandi relativi agli edifici di una certa importanza, e ai quali sarà riservato questo unico concorso, che, nonché marginale, ci sembra davvero poco significativo e di nessun interesse per il futuro dell’area. La seconda ragione è che il bando stesso, mai sottopostoci in bozza come sempre promesso, contiene alcune condizioni inaccettabili rilevate dalle nostre commissioni bandi e che di seguito le elenchiamo».
La contestazione riguarda alcuni specifici elementi inseriti nel bando:
1. svolgimento della procedura (punto 12 del bando)
2. premio e rimborsi spese (13)
3. clausole finali (15)
4. documentazione tecnica, Busta B (8).
La missiva indirizzata al Sindaco Pisapia si conclude con l’auspicio che la collaborazione venga quanto prima ripresa. Ne va dell’immagine di Milano e dell’Italia!
«Siamo molto spiacenti – concludono Architetti e Ingegneri – di quanto è accaduto e di quanto sta accadendo, ma vogliamo sperare ancora una volta che ci sarà data una risposta e che ci sarà concesso un incontro per discutere su questi e su altri argomenti, così come Le ha chiesto anche il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Leopoldo Freyrie, nella sua ultima del 5 gennaio».

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