Domotica, tanti ne parlano, ma serve davvero?

mercoledì 31 agosto 2011
Cos'è la domotica? A questa domanda si rispondeva in genere fino a non molto tempo fa che riguardava apparati e meccanismi per permettere ai diversamente abili di avere almeno in casa una vita quanto più possibile normale. Oggi non è più così e la domotica è pronta per essere adottata come strumento di risparmio energetico
Domotica, tanti ne parlano, ma serve davvero?-http://www.sxc.hu/profile/intuitives

Cosa sia veramente la domotica, e a cosa serva in concreto, lo sanno (forse) i progettisti e alcuni elettricisti con il pallino dell’automazione a tutti costi.

Eppure se ne sente parlare come di un marchingegno indispensabile in una casa moderna, soprattutto se si è attenti (come si dovrebbe) a ridurre i consumi energetici dell’involucro abitativo, la casa, o comunque di un edificio, qualunque sia la destinazione d’uso.

Cosa ne sappia il cittadino comune non è facile saperlo.

Un indizio lo si può ricavare da quella strana cosa che sono i “forum” dedicati. a uno specifico argomento, per l’appunto, la domotica.

Ne abbiamo scovato uno che va sotto il nome plcforum.it che ha una sezione dedicata alla domotica.

Il percorso è: PLC Forum -> Forums automazione > IMPIANTISTICA ELETTRICA > Domotica – Building Automation.

Vediamo di cosa vi si discetta.

Scrive il 27 agosto “tonynos“: «ciao, sto per progettare il sistema elettrico della mia futura casa (villino su 2 piani). Vorrei mettere un impianto HomePlc. sto leggendo un libro di Domotica giusto per farmi un idea. ho letto una cosa che mi sembra strana. ogni punto luce domotico costa circa 3 volte un impianto tradizionale!!! So che un impianto home Plc mi costerà un pò di più, ma pensavo che la differenza fosse soltanto il costo delle centraline (la programmazione la vorrei fare io). A livello di cablaggio incide molto il fatto di fare un impianto domotico? Grazie!!».

Gli risponde in giornata “Aleandro2008“: «capiti a proposito! avevo appunto aperto un discussione al riguardo vedi LINK. in sostanza quello che affermo (e non sono sicuramente l’unico a farlo) è che non è possibile fare un corso generico sulla Domotica oppure leggere un libro qualsiasi che tratti l’argomento in modo generico per poter fare serie valutazioni su tutti i sistemi presenti sul mercato, primo perché spesso questi sistemi sono molto diversi tra loro sia per architettura che per costo! [...] La miglior cosa e quindi fare un preventivo per il normale impianto e poi confrontarlo con quello della Domotica HomePLC eliminando però dal costo tutte quelle funzioni che sono appunto eseguibili tramite la logica programmabile! Addirittura se si parla di risparmio energetico potrebbe diventare molto più conveniente usare di base HomePLC che non fare un impianto con regolatori standalone, se poi devi fare un impianto in classe B oppure A allora è indiscutibile che si risparmi farlo con HomePLC dato che l’impianto di sicurezza in quel caso ti viene GRATIS… smile.gif ».

Ribatte “tonynos” il 29 agosto: «il libro si chiama “progettare la domotica”. mi serve soltanto per prendere spunto su come progettare l’impianto. io vorrei fare un impianto con le funzionalità “tradizionali”, (la mia ragazza non vuole una “casa di fantasmi“) ma anche con molte comodità che ti può dare la domotica.  per mi sfortuna non posso venire a seguire un corso, quindi mi sto documentando da solo e chiedendo qualche consiglio sul forum. ma sta uscendo una nuova versione dello starter kit? la mia casa è ancora in fase di autorizzazione quindi ho ancora un pò di tempo per aspettare».

Aleandro2008” risponde con una buona notizia: «e già uscito! è fantastico comprende termoregolazione, controllo accessi, telecomando infrarossi Logitech… ecc.. costo irrisorio rispetto al valore reale dei singoli prodotti acquistati separatamente!! inoltre secondo me tutto il materiale è facilmente riutilizzabile su qualsiasi impianto… proprio stamani al telefono stavamo discutendo della nuova certificazione per i prodotti HomePLC per l’ottenimento della classificazione energetica! tu ne sapevi qualcosa, sembra che adesso sia obbligatoria per tutti i nuovi edifici… se non c’è quella non puoi più vendere ne acquistare senza svalutare l’immobile alla peggior classe energetica.. (con danno economico al valore dell’immobile) visto che sei a progettare casa tu ne sapevi qualcosa?».

E prosegue: «La certificazione energetica è obbligatoria anche solo per affittare, certo che se devi costruire una casa di pregio oggi se non è almeno in classe B… che pregio Ha!!… quindi già dalla Classe B sembra sia obbligatorio prevedere oltre alla parte edile anche tutte le funzioni automatiche previste dalla nuova normativa sul risparmio energetico altrimenti la classificazione non può essere ottenuta! La classe A mi sembra molto esigente in fatto di precisione e accuratezza del sistema di regolazione e di monitoraggio ma da una prima analisi non vedo particolari problemi… smile.gif ».

E la discussione continua…

Come si vede, o intravede, la domotica è tutt’altro che un sofisticato meccanismo per case di lusso, e la vedremo presto anche in costruzioni anche modeste ma con un deciso orientamento al risparmio energetico.

Una prova? Scrive ancora “Aleandro2008” (ma questa volta la location è diversa): «Con riferimento esplicito a un annuncio pubblicitario che vedo in basso quando sono sul Forum Blu mi chiedo a cosa si riferiscono questi dell’azienda quando affermano che una predisposizione per sostituire parte o totalmente un impianto elettrico con uno automatico sia Impossibile?? Fare la predisposizione per la Domotica una volta scelto il sistema che si vuole proporre a seguito è una cosa normale non c’è nulla di strano e non costa migliaia di euro ma bensi poche centinaia…. e spesso l’installatore predispone di sua iniziativa cosi da poter effettuare un upgrade dell’impianto sulle richieste future del cliente finale… Questa è la realtà attuale, lo si fa e lo si fa molto facilmente, chiaro non può essere generico ovvero non vale indistintamente per ogni sistema di Domotica sul mercato.. ma una volta scelta quella che si ritiene più opportuno utilizzare e quando l’architettura di questa lo consenta le cose non sono affatto impossibili… è anche vero che oggi vedo molti professionisti in domotica che sono molto spiazzati rispetto al mercato attuale della Domotica che è molto cambiato rispetto a qualche anno fa e che cambierà del tutto nei prossimi anni se non mesi… smile.gif».

Bene a sapersi!

Commenti

  1. 24 ottobre 2012

    pippomoncesi

    Prendo spunto da questa frase iniziale:
    “Cosa sia veramente la domotica, e a cosa serva in concreto, lo sanno (forse) i progettisti e alcuni elettricisti con il pallino dell’automazione a tutti costi.”
    La domotica oggi si sta evolvendo esponenzialmente con produttori e prodotti sempre nuovi e più performanti.
    Ma esiste un gran divario tra produttore ed installatore e partirei proprio da quest’ultimo perchè il protagonista principale è l’elettricista.
    L’elettricista di prima generazione faceva gli impianti con la trecciola a posa esterna, poi l’elettricista di seconda generazione che misto col primo cominciava a fare gli impianti sotto traccia per arrivare all’elettricista di terza generazione col “pallino dell’automazione a tutti i costi”. Anche qui c’è il misto seconda/terza generazione con prevalenza per la seconda però.
    L’elettricista di seconda generazione si è poi evoluto in altre sottocategorie: chi ha fatto strada ed ha creato grosse realtà imprenditoriali e chi è rimasto tranquillo senza grossi sviluppi ma col suo “tran tran” quotidiano.
    La grossa impresa elettrica non ha problemi con la domotica poichè e strutturata per far fronte alle più diversificate richieste d’installazione con personale preposto mentre i problemi nascono col piccolo installatore, il classico artigiano.
    Proprio perchè di seconda generazione oggi si trova in difficoltà ad affrontare la domotica essendo questa principalmente costituita da elementi elettronici dove spesso la programmazione va fatta con un PC. Ve lo immaginate l’artigiano 60enne alle prese col PC? Difficile ma per questo non improbabile.
    Ecco allora il primo rifiuto non al sistema ma alla tecnologia.
    Poi arriva il primo impianto da fare e lo si fa perchè qualcuno dei bravi venditori di prodotti domotici ha fatto la super promozione offrendo anche tutta l’assistenza necessaria dal progetto alla messa in funzione, meglio di così…!
    Tutti contenti fino a quando il cliente non chiede qualche modifica o peggio ha qualche inconveniente, nessun problema perchè chiamato il venditore rispondono che nel frattempo è passato ad altra attività, allora chiamato il tecnico, risponde se non dopo tre ore passando anche per il call-center che vuole fare il tiket di prenotazione.
    Intanto il cliente si infastidisce e non si riesce a dar risposta.
    Mai più domotica dice l’elettricista…! Figuriamoci il passaparola.
    L’elettricista col pallino dell’automazione se la cava un pò meglio, sa usare il PC dove serve se serve, conosce problematiche e soluzioni e sicuramente si affida ad una rete distributiva valida, diciamo che è preparato ad ogni evenienza.
    Mi soffermo sulla preparazione perchè anche questa gioca un ruolo fondamentale non solo sulla conoscenza dei prodotti (sempre più vari e performanti) ma perchè l’elettricista di terza generazione deve anche saper fare da consulente al cliente finale sopratutto se questo non è (e non è tenuto ad esserlo) informato su quello che oggi tecnologicamente il mercato offre.
    Quando si costruisce un’abitazione per prima cosa si va dal geometra, dall’ingegnere o dall’architetto, il quale ci chiede quali sono le nostre idee e richieste poi prepara il progetto. Col disegno si va anche dall’elettricista che fa il preventivo, lo si confronta con degli altri e si seglie la miglior offerta, ma di cosa, visto che si guardano solo le ultime cifre?
    Raramente l’elettricista chiede informazioni personali per un correttto sviluppo e dimensionamento dell’impianto per il presente e futuro per cui alla fine, qualcuno decide al posto nostro anche se in buona fede.
    Alla fine come faccio a dire che uno costa “X” e l’altro costa “Y…Z” quindi mi conviene questo al posto di quello?
    Anche se questa è una fase di transizione tecnologica è la mancanza di informazione che non sempre ci porta a fare delle scelte corrette sopratutto quando ci sono costi (alti o bassi) in gioco.
    Discussioni come quelle proposte sopra dal mio punto di vista denotano proprio questo: confusione, con qualcuno che come al solito ci guadagna.

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