Bioarchitettura, sì, ma per recuperare l’esistente

mercoledì 3 agosto 2011
Per spazzare via l'idea che sia sufficiente oggi costruire edifici eco-sostenibili e bio-compatibili senza che questi abbiano poi una relazione con l'ambiente circostante il Premio Nazionale di Bioarchitettura intende sottolineare la necessità di recuperare il patrimonio architettonico esistente, quello vissuto dalla comunità
Bioarchitettura, sì, ma per recuperare l'esistente

Entro il 30 novembre 2011 progettisti liberi professionisti e/o istituzioni pubbliche (progettazione interna) potranno far pervenire la propria adesione e partecipare così al Premio Nazionale di Bioarchitettura il cui tema per l’edizione 2011 è “Costruire nel costruire/Recuperare l’esistente“.

L’unica condizione è che i partecipanti «abbiano progettato, a partire da gennaio 2001, interventi di nuova edilizia o di recupero di edifici esistenti e che documentino particolare attenzione alla qualità delle facciate esterne con previsione di serramenti in legno di qualsiasi tipo che affrontino problemi di protezione e/o oscuramento e/o ventilazione e/o schermatura e/o produzione energetica, ecc. Detti serramenti, con particolare attenzione al clima mediterraneo, possono anche essere solamente progettati e non necessariamente realizzati, in sostituzione, perfezionamento e/o miglioramento di quelli adottati».

La finalità del Premio è di sensibilizzare progettisti e opinione pubblica sul recupero del patrimonio architettonico esistente.

Così come si vuole sottolineare che non è sufficiente progettare e realizzare edifici eco-sostenibili e bio-compatibili, senza che questi stabiliscano una relazione profonda con l’ambiente spazio/tempo circostante.

Concezione bene espressa nella citazione del compianto Ugo Sasso: «…Basti pensare ai quartieri storici delle città italiane preziosissime, ai piccoli paesi con case magari vecchie, dove però la comunità vive serenamente, perché esiste la qualità delle relazioni, dei rapporti, che permette di realizzare luoghi accoglienti a cui le persone possano affezionarsi e che siano portati a conservare e migliorare, dove si sentono a casa, dove esiste un luogo con la sua cultura, immagine, tradizione, maniera di cucinare, il suo dialetto e la speciale relazione tra le persone, tutti segni comuni per potersi riconoscere come comunità, che può essere anche solo la ringhiera di un balcone o una finestra socchiusa».

Il Premio è promosso da Bioarchitettura®, dall’Istituto Nazionale di Architettura IN/ARCH con il sostegno di LegnoFinestraItalia e dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili ANCE, con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, del Ministero per l’Ambiente, dei Consigli Nazionali degli Architetti e degli Ingegneri, del Fondo Ambiente Italiano.

Vai al Regolamento del Premio

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