L’Aquila, anche il progetto C.A.S.E. ha i suoi abusivi

giovedì 25 agosto 2011
L'emergenza abitativa a L'Aquila viene gestita con la dovuta severità, ma anche, si spera, con le dovute garanzie di giustizia. Esemplare la sentenza del Consiglio di Stato che revoca il diritto all'alloggio a una famiglia risultata abitualmente assente dalla casa che le era stata assegnata. Ma non è neppure l'unico caso...
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A L’Aquila un’altra famiglia perde l’alloggio che le era stato assegnato nell’ambito del “Progetto C.A.S.E.“.

A stabilirlo è la sentenza definitiva del Consiglio di Stato che ha accolto l’appello presentato dalla Sge (Struttura per la gestione dell’emergenza).

La procedura prevede in questi casi, quando cioè le forze dell’ordine rilevano (dopo ripetute visite) l’assenza continuativa dell’intestario dell’alloggio e del nucleo famigliare, che venga emesso dalla Sge il provvedimento di revoca.

Secondo il coordinatore della Sge, Roberto Petullà, si tratta di una sentenza esemplare perché l’obiettivo del Progetto C.A.S.E. è quello di fornire un’abitazione a chi ne ha effettivamente bisogno, e questa sentenza ribadisce quindi che si tratta di una situazione di emergenza cui vanno applicati tutti i necessari provvedimenti del caso.

Oltre a perdere l’alloggio la famiglia in questione dovrà pagare 2.000 € per le spese di giudizio.

 

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