Sfratti, un Protocollo a Bologna a sostegno di chi ne è colpito

martedì 23 agosto 2011
Un Protocollo a carattere sperimentale a Bologna per trovare una soluzione al problema degli sfratti per morosità che continuano a moltiplicarsi in tutto il Paese. Non è la via d'uscita ma un modo per far sì che il fenomeno non assuma i contorni di un flagello sociale per via delle tensioni che si creano tra proprietari e inquilini
Sfratti, un Protocollo a Bologna a sostegno di chi ne è colpito-http://www.sxc.hu/profile/gokoroko

A Bologna è adesso operativo il Protocollo d’intesa promosso dalla Prefettura a sostegno delle famiglie colpite da sfratto per morosità e in difficoltà a causa della crisi economica.

Il documento firmato il 13 luglio 2011 sancisce un accordo fra Tribunale Bologna, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Bologna, Comuni, Sindacati e Associazioni di proprietari e inquilini, Istituti di credito e Fondazioni bancarie.

Il Protocollo prende le mosse dalla constatazione del numero molto elevato di sfratti per morosità anche nel 2011, con conseguenti tensioni e disagio abitativo.

Si tratta, è bene dirlo subito, di misure a carattere sperimentale che hanno la scadenza prefissata del 31/12/2011.

Sostanzialmente viene previsto un Fondo di salvaguardia della consistenza di 400.000 €, gestito dalla Provincia, con il preciso scopo di erogare contributi a favore di inquilini che abbiano perso il posto di lavoro, motivo per il quale sono inadempienti rispetto all’obbligo del pagamento del canone di locazione.

Una delle condizioni (fra le altre che sono tante e dettagliate) per poter beneficiare del Fondo è che il debito per canoni non versati non superi gli 8.000 €.

Nel caso ricorrano tutte le condizioni previste il proprietario dell’abitazione si vedrà decurtare (e accetterà la clausola) il credito del 20%, mentre per il restante 80% l’inquilino moroso riceverà un contributo a fondo perduto del 50% (e non superiore in ogni caso a 3.000 €).

La metà restante è a carico esclusivo dell’inquilino che la dovrà restituire in un’unica soluzione.

Intervengono a questo punto gli Istituti di credito che potranno aprire una linea di credito per il 50% del debito residuo.

Le banche a loro volta attingeranno a un Fondo di garanzia del valore complessivo di 500.000 €.

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