Raffrescamento, a Napoli si ottiene dal sole

giovedì 14 luglio 2011
Il progetto SAHARA (Solar-Assisted Heating And Refrigeration Appliances) che sarà realizzato da un pool di enti e istituzioni napoletane, oltre ad aver vinto il bando del Ministero dell'Ambiente piazzandosi al primo posto, apre scenari di sicuro interesse ai fini del risparmio energetico, specialmente d'estate
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Un collettore solare capace di riscaldare, produrre acqua calda sanitaria e di raffrescare, è stato messo a punto a Napoli.

Il progetto che si chiama SAHARA (Solar-Assisted Heating And Refrigeration Appliances) sarà realizzato, con il contributo del Ministero dell’Ambiente (€ 352.000,00), da Detec (Dipartimento di Energetica, Termofluidodinamica applicata e Condizionamenti ambientali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II), ANEA (Agenzia Napoletana Energia e Ambiente), ARIN (Azienda risorse Idriche Napoletane s.p.a.), Idaltermo s.r.l.

Investimento totale previsto: € 910.000,00

Il progetto SAHARA ha ottenuto il primo posto nella graduatoria del bando che finanzia i progetti di ricerca volti a favorire l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile in aree urbane.

Commenta Massimo Dentice d’Accadia, docente del Detec, e responsabile tecnico del progetto: «Con il progetto Sahara intendiamo contribuire allo sviluppo e al miglioramento della competitività economica di questa importante tecnologia, attraverso la realizzazione di collettori solari di nuova concezione, ad alta efficienza e basso costo e con la successiva realizzazione e caratterizzazione sperimentale di un impianto dimostrativo da circa 100 kW di potenza frigorifera massima. Inoltre, non bisogna trascurare il fatto che Sahara rappresenti un’occasione importante per lo sviluppo del territorio ed è motivo di particolare orgoglio aver ottenuto il primo posto nella graduatoria nazionale del ministero Ambiente, su oltre 130 progetti presentati».

A sottolineare la validità del progetto Michele Macaluso, direttore ANEA, aggiunge: «I prodotti finora realizzati confermano le grandi potenzialità dell’energia solare anche per il raffrescamento ad impatto zero, quanto mai necessario alle nostre latitudini, proprio grazie alla tecnologia del solar cooling. In Italia, nel solo settore terziario (per il quale sono previste le ricadute di mercato più ampie e immediate), il consumo di energia elettrica per raffrescamento è attualmente stimato in 15 TWh/anno, quello per riscaldamento in 80 TWh/anno, per un totale di circa 8 Mtep/anno (tonnellate equivalenti di petrolio). Pertanto, se i sistemi Solar Heating (riscaldamento) and Cooling (raffrescamento) arrivassero a coprire il 10% di questi consumi, la riduzione dei consumi finali sarebbe di circa 1 Mtep/anno, con una riduzione delle emissioni di gas serra di circa 3 milioni di t/anno di CO2».

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