Agenti immobiliari, OK il sindacato ma un po’ di business non guasta

lunedì 18 aprile 2011
Il ruolo "sindacale" delle Associazioni di categoria degli Agenti immobiliari non è in discussione, ci mancherebbe. Ma è lecito attendersi dagli stessi organismi anche segnalazioni o occasioni di business?
Agenti immobiliari, OK il sindacato ma un po' di business non guasta - http://www.sxc.hu/profile/fangol

Il presidente di FIAIP Bergamo, Giuliano Olivati, in una lettera aperta agli Agenti immobiliari, argomenta sul ruolo delle Associazioni di categoria.

Ne diamo conto di seguito.

Attacca Olivati: «Si legge spesso sui blog, forum e siti internet della “real estate community” italiana (non parliamo poi su Facebook e i social network) l’appello a considerare le associazioni degli agenti immobiliari come sindacati puri, privi di qualsiasi valenza business. Concordo sulla rappresentanza delle associazioni di categoria verso istituzioni ed enti pubblici».

La funzione sindacale delle Associazioni di categoria non è quindi in discussione.

Semmai – sottolinea Olivati – ci si può utilmente chiedere se è tutto lì quello che ci si può attendere da organismi rappresentativi di una categoria di imprenditori.

Stante anche il fatto che nel caso specifico non si tratta di far proprie rivendicazioni nei confronti di eventuali datori di lavoro (ogni Agente immobiliare, come del resto qualsiasi altro libero professionista, è imprenditore di se stesso).

E cos’altro si potrebbe allora prospettare per rappresentare al meglio la categoria?

Semplice, risponde, Olivati. Creare o moltiplicare le occasioni di business.

Ma dove trovarle? E soprattutto come gestirle senza tradire la propria funzione (primaria?) di rappresentanza sindacale?

Per non perdersi in chiacchiere – non è da lui – Olivati cita sei esempi concreti di altrettante iniziative attuate da FIAIP Bergamo.

Si tratta perlopiù di proposte di business pervenute alla direzione FIAIP da banche e organismi vari, cui si sarebbe potuto opporre legittimamente un rifiuto in nome della “purezza sindacale“.

Ora, è appunto questo il problema: doversi cioè limitare, l’Associazione di categoria, a funzioni strettamente sindacali? oppure aprirsi a occasioni di business che possono tornare utili a tutti gli iscritti?

Per Olivati non ci sono dubbi. Si appiglia quindi a una massima paterna (ah! la sapienza di chi ha percorso la stessa strada prima di noi!), evidentemente mai dimenticata: “una cosa fare, e l’altra non tralasciare”.

E poi si chiede, giusto per rappresentare i dubbiosi: «Ma non sarà troppo business?».

Tranquillo, Olivati: Primum vivere, deinde philosophare.

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