Edilizia sociale, anche per divorziati e separati

mercoledì 2 febbraio 2011
Quella dei padri divorziati senza casa è un fenomeno sempre più imponente. A loro dovrebbe pensare l'edilizia sociale che però è alle prese con problemi più eclatanti. Bolzano sperimenta una soluzione
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In genere è piuttosto penosa la situazione di chi per divorzio o separazione, parliamo di padri, ha dovuto abbandonare la casa coniugale.

A questa spiacevole evenienza dovrebbe porre rimedio l’edilizia sociale, che però ha ben altri problemi da risolvere.

Alla Provincia Autonoma di Bolzano il problema è stato sollevato, e si cerca adesso di porvi rimedio, almeno a livello di sperimentazione. Il numero degli appartamenti messi a disposizione è infatti molto esiguo (sono solamente quattro), ma da qualche bisogna pure cominciare.

Sono stati così messi a disposizione a Bolzano quattro alloggi per padri separati o divorziati.

L’iniziativa è stata affidata a IPES, (l’Istituto per l’edilizia sociale della Provincia di Bolzano).

«Questi appartamenti, che dovranno sostituire la casa albergo di via Alessandria, sono considerati più idonei ai fabbisogni abitativi delle persone separate e divorziate», ha detto l’assessore all’edilizia abitativa Christian Tommasini.

Inutile dire che la Provincia di Bolzano è il primo ente pubblico in Italia a varare una misura di questo genere.

Le quattro abitazioni individuate dall’IPES si trovano in via Milano, in via Piacenza e due in via Torino.

Un provvedimento, quello della Provincia di Bolzano, che potrebbe assai utilmente essere esportato in altri territori del Paese, vista l’esigenza di risolvere un problema che vede spesso single e genitori divorziati costretti ad affrontare situazioni che considerare di ripiego è un eufemismo.

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