Sfratti, non c’è soluzione senza politiche abitative adeguate

mercoledì 7 dicembre 2011
Sempre più grave la situazione degli sfrattati. Con centomila sfratti eseguiti negli ultimi cinque anni, e altrettanti previsti per i prossimi tre anni, non si può non prendere atto che si tratta di una condizione insostenibile in Italia. Senza politiche abitative adeguate neppure il ricorso alle varie proroghe al blocco degli sfratti per alcune categorie disagiate appare una soluzione plausibile
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Contro gli sfratti il 13 dicembre 2011 scenderà in piazza il sindacato in forma unitaria nelle sue tre componenti CGIL CISL UIL.

Una giornata di mobilitazione promossa da SUNIA, SICET e UNIAT, che prevede presidi presso le Prefetture e altre manifestazioni.

Il punto di riferimento per tutte le espressioni del sindacato è il Documento unitario che le tre Associazioni stanno approntando per rivendicare soluzioni e politiche abitative adeguate.

Oltre a tutte le considerazioni sulla drammaticità di migliaia di famiglie sottoposte a sfratto per morosità è opportuno ricordare che il 31 dicembre 2011 si riapre il problema della proroga degli sfratti per alcune categorie particolarmente disagiate. Ancora una volta si è costretti a prendere atto che non vengono intraprese soluzioni meno precarie di continue proroghe al blocco degli sfratti.

«Crisi, disoccupazione, cassa integrazione – si legge in un documento CGIL – hanno acuito un’emergenza che investe il settore già da molti anni, conseguenza di una costante debolezza delle politiche abitative, soprattutto per le fasce medio basse, della conseguente carenza di una offerta di abitazioni in affitto a prezzi sostenibili, dell’esiguità del patrimonio di edilizia pubblica che dovrebbe rispondere alle classi più disagiate del nostro Paese».

Il senso dell’iniziativa del sindacato unitario del 13 dicembre contro gli sfratti lo si può ricavare dai numeri impressionanti che caratterizzano la situazione: centomila sfratti eseguiti negli ultimi cinque anni.

Attualmente, inoltre, ben centomila famiglie sono sotto sfratto, provvedimento che diventerà presto esecutivo.

Da ultimo, la previsione è che nei prossimi tre anni, se non verranno prese misure adeguate, almeno altre centomila famiglie dovranno fare i conti con lo sfratto esecutivo.

Lamenta in conclusione il sindacato che provvedimenti come la “cedolare secca“, spacciati come incentivi ad affittare a canone concordato, si sono rivelati per quello che realmente sono: un semplice alleggerimento della pressione fiscale a favore dei proprietari di case, senza alcuna contropartita a favore degli inquilini.

 

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