Affitti, devo ancora dichiarare alla polizia chi mi metto in casa?

venerdì 2 dicembre 2011
Per uno di quei motivi imperscrutabili del nostro ordinamento giuridico (e pandette varie), grazie all'istituzione della cedolare secca viene meno l'obbligo, quando si concede in locazione un appartamento, di denunciare alla polizia l'identità dell'affittuario. Per essere in regola basterà registrare regolarmente il contratto d'affitto
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Fra i vari obblighi cui il proprietario di un appartamento è tenuto, quando lo concede in locazione, una norma prevede che si dichiari al Commissariato di Polizia più vicino l’identità dell’affittuario (articolo 12 del decreto-legge 21 marzo 1978, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 maggio 1978, n. 191).

L’articolo 12:
«Chiunque cede la proprieta’ o il godimento o a qualunque altro titolo consente, per un tempo superiore a un mese, l’uso esclusivo di un fabbricato o di parte di esso ha l’obbligo di comunicare all’autorita’ locale di pubblica sicurezza, entro quarantotto ore dalla consegna dell’immobile, la sua esatta ubicazione, nonche’ le generalita’ dell’acquirente, del conduttore o della persona che assume la disponibilita’ del bene e gli estremi del documento di identita’ o di riconoscimento, che deve essere richiesto all’interessato».

Erano tempi bui quelli del 1978, e quella norma cercava di limitare i danni provocati dal terrorismo, fornendo alla polizia uno strumento in più per stanare i cacciatori di morte.

Adesso che le condizioni sociopolitiche sono cambiate, quella norma non ha più motivo di esistere ed è stata quindi abrogata.

Lo stabilisce il comma 3, art.3, d.lgs. 23/2011 sulla cedolare secca.

Art.3, comma 3:
«Fermi gli obblighi di presentazione della dichiarazione dei redditi, la registrazione del contratto di locazione assorbe gli ulteriori obblighi di comunicazione, incluso l’obbligo previsto dall’articolo 12 del decreto-legge 21 marzo 1978, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 maggio 1978, n. 191. Nei casi di omessa richiesta di registrazione del contratto di locazione si applica l’articolo 69 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986».

L’Art. 69 recita:
«- (Omissione della richiesta di registrazione e della presentazione della denuncia) [1]
1. Chi omette la richiesta di registrazione degli atti e dei fatti rilevanti ai fini dell’applicazione dell’imposta, ovvero la presentazione delle denunce previste dall’articolo 19 è punito con la sanzione amministrativa dal centoventi al duecentoquaranta per cento dell’imposta dovuta.
(1) Articolo sostituito dall’art. 1, comma1, lettera b), D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 473, a decorrere dal 1° aprile 1998».

A sua volta il citato art.1, comma 1, lettera b) stabilisce: «l’articolo 69 e’ sostituito dal seguente:
“Art. 69 (Omissione della richiesta di registrazione e della presentazione della denuncia). – 1. Chi omette la richiesta di registrazione degli atti e dei fatti rilevanti ai fini dell’applicazione dell’imposta, ovvero la presentazione delle denunce previste dall’articolo 19 e’ punito con la sanzione amministrativa dal centoventi al duecentoquaranta per cento dell’imposta dovuta.”;».

Diversa è poi la questione se l’obbligo di denuncia non esiste più in ogni caso, o vale soltanto quando viene applicata la disciplina riguardante la cosiddetta cedolare secca (che almeno questo effetto positivo lo avrebbe prodotto).

Sulla questione interviene Corrado Sforza Fogliani, presidente Confedilizia, che affida a un comunicato del 28 novembre 2011 la propria opinione: «Come tutto il regime sanzionatorio relativo ai contratti irregolari – anch’esso pure contenuto nell’articolo richiamato del citato provvedimento – è ritenuto dalla generalità dei commentatori applicabile in ogni caso di locazione abitativa, al pari l’eliminazione degli obblighi di comunicazione sopra riassunti deve ritenersi valida per le registrazioni di tutti i contratti abitativi, che si opti o meno per la cedolare».

 

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