Intervenendo alla presentazione della pubblicazione “Osservatorio immobiliare urbano” relativo a Bologna, il presidente nazionale FIAIP, Paolo Righi, ha colto l’occasione per dire la sua sulla nuova tassa sugli immobili che sarebbe allo studio da parte del Governo.
«Negli ultimi dieci anni – ha sostenuto Righi – il 70% degli italiani che hanno acquistato la prima casa lo hanno fatto ricorrendo al prestito bancario. Oggi, purtroppo, più della metà di queste famiglie sono in difficoltà, e non sono in grado di pagare le stesse rate dei mutui accesi con gli istituti di credito».
Se le cose stanno così è difficile immaginare come i conti dello Stato possano trarre giovamento da una nuova imposizione sulla casa che molti cittadini non sarebbero in grado di pagare, dato che non riescono neppure a far fronte al pagamento della rata del mutuo contratto.
I danni maggiori li subirebbero le giovani coppie e in generale le famiglie non proprio benestanti che sono state indotte negli ultimi anni ad acquistare casa, e quindi a indebitarsi a vita, sull’onda della facilità con cui si riusciva a ottenere un mutuo dalle banche.
«Dopo tre manovre finanziarie, tutte sulle spalle dei cittadini – ha sottolineato Righi – è giunto il momento di fare sul serio le riforme strutturali di cui tanto si parla», mettendo mano quanto prima alla riduzione dei costi della pubblica amministrazione e della politica.
Il presidente Righi ha quindi ricordato che la pressione fiscale sugli immobili ha raggiunto quota 60%.
E ha concluso il suo intervento affermando che «non si può pensare di spremere all’infinito un settore vitale per il Paese e per la stabilità sociale come quello del comparto immobiliare».

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