Cedolare secca, per FIAIP deve restare al 20%

mercoledì 19 gennaio 2011
Secondo FIAIP la cosiddetta cedolare secca deve rimanere al 20% e non al 23% come ventilato dal ministro dell'Economia Tremonti. E' un modo per ridare fiato al mercato immobiliare che è in sofferenza
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Bocciatura senza appello da parte della FIAIP per la ventilata proposta del Governo che intenderebbe innalzare la cosiddetta cedolare secca sugli affitti al 23%, dal 20% di cui si è parlato finora.

Al momento è però soltanto un’ipotesi cui il Governo starebbe lavorando, ha lasciato intendere il Ministro Tremonti.

Naturalmente l’ipotesi non piace al presidente nazionale FIAIP, Paolo Righi, secondo cui «La mancata introduzione della cedolare secca nel 2011 potrebbe essere un freno al rilancio e allo sviluppo del mercato immobiliare, una tassazione superiore potrebbe ingenerare ancora elusione fiscale».

Fiaip conferma in sostanza quanto ha sempre sostenuto, che sia in vigore cioè una sola imposta forfettaria, con un’aliquota fissa del 20% per il reddito derivante dalla locazione immobiliare, in sostituzione dell’Irpef.

Il problema è talmente importante che, «Qualora la cedolare secca al 20% dovesse incontrare delle difficoltà sulla strada dell’approvazione del federalismo», Fiaip non esitererebbe a chiederne lo stralcio dal provvedimento sul federalismo fiscale.

Il motivo è semplice. Il mercato immobiliare che, come tutti sanno, è in crisi potrebbe ricevere una boccata d’ossigeno dalla cedolare secca al 20%.

Sarebbero infatti favoriti gli investimenti immobiliari, cioè quelle operazioni messe in atto da chi acquista immobili per darli in locazione.

Poter contare su un’aliquota che tassi il rendimento in una misura certa e sufficientemente contenuta, invoglierebbe i piccoli investitori ad acquistare immobili, cosa che risolleverebbe il mercato immobiliare.

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