Immobiliare, nuove tasse? Per favore cercate altrove

giovedì 1 settembre 2011
Il Governo non sa dove reperire le risorse necessarie per far fronte al disastro dei conti pubblici, che però fino all'altro ieri risultavano a posto. Di conseguenza tenta di colpire a destra e poi a manca, salvo ritirare subito il provvedimento se non c'è il consenso dei diretti interessati. Vale anche per il settore immobiliare
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Con una nota dal titolo eloquente (“Manovra, Fiaip: Bene il No del Governo alla patrimoniale. Il Real Estate cresce in Borsa“) la Federazione italiana Agenti Immobiliari professionali esprime soddisfazione per l’operato del Governo in merito al ritiro del ventilato “contributo di solidarietà”.

Mette anche in relazione, certa ed evidente, il venir meno del provvedimento con la crescita in Borsa del comparto immobiliare.

«Una scelta – sostiene Paolo Righi, Presidente Nazionale Fiaip – che ha dato sicurezza al mercato del Real Estate. I risultati sono già arrivati, visti gli aumenti di ieri, degli indici di tutte le società immobiliari quotate a Piazza Affari».

Attenzione però a non cadere dalla padella nella brace, cosa che si verificherebbe puntualmente se si volessero recuperare i mancati introiti con nuove imposizioni sulla casa o sugli immobili in genere.

«Confido – dichiara ancora il Presidente Fiaip Paolo Righi – che l’Esecutivo non valuti, nelle prossime ore, utile “coprire” le risorse mancanti con nuove imposizioni sugli immobili, anche “una tantum”».

Infine un consiglio all’Esecutivo e al Parlamento: «Chiediamo l’approvazione degli emendamenti presentati in Commissione Bilancio dal Sen. Latronico, (a costo zero sulle casse dello Stato), che fanno chiarezza in merito alle categorie già “liberalizzate” con il recepimento della direttiva Bolkestein».

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