Il nostro lettore, Maurizio da Albignasego (PD), ha inviato una missiva, com’è nel suo diritto, alla locale Camera di commercio per lamentare il comportamento, a suo dire non proprio corretto, di una Agente immobiliare professionista.
Ha avuto la bontà e la cortesia di recapitarla anche a noi.
Si domanda poi se la sua iniziativa sortirà qualche effetto.
Forse sì, forse no. Ma che importa?
Un effetto intanto lo ha avuto certamente, ed è la pubblicazione su Quotidianocasa.
Per il resto la risposta, appellandosi alla deontologia professionale che va ben oltre gli aspetti formali della legge, se l’è data da solo.
Per un Agente immobiliare forse poco corretto, ne ha trovato almeno un altro che si è invece comportato secondo scienza e coscienza. Chapeau!
Di seguito la “lamentazione” del nostro lettore.
«Volevo gentilmente sottoporre un piccolo problemino che ho avuto con un agente immobiliare, ed ecco i fatti:
Nei primi mesi del 2009 ho visto due/tre diversi immobili con l’agenzia in questione e alla fine del “giro” (la signora mi disse che era per la privacy e per dimostrare che quel tempo lo aveva speso per un cliente…) ho firmato innocentemente quel famoso foglio di visita… (per quello che può valere era presente mia figlia maggiore).
Trascorso un po’ di tempo, fine estate 2009, chiedo all’agenzia di fare un’offerta per mio conto al venditore X in merito ad uno degli alloggi visti con l’agente… (premetto che su ogni immobile costruito dalla ditta X viene affisso un cartello che dice testualmente “Vendita Diretta“ con annessi numeri telefonici). Non ho mai avuto né esito positivo tanto meno negativo.
A fine dicembre 2009 vendo casa mia (anche alla agenzia avevo dato la possibilità di vendere la mia precedente abitazione… senza esclusiva (naturalmente le cose datate e difficili da vendere probabilmente non sono appetibili da piazzare…) e mando una mail alla signora per tentare di definire la “cosa”, se ancora possibile, ma no ho risposta.
Allora faccio una telefonata alla “mediatrice” ma risponde la madre di Lei (probabilmente) che mi dice che ha dei problemi (mi sembra di aver capito problemi di gravidanza) ma che sarei stato prontamente richiamato… ma sto ancora aspettando!!!!!!
Per cercare di salvare “capra e cavoli” mi rivolgo ad un’altra agenzia (purtroppo io non sono pratico di queste cose!!!) la quale si dà molto da fare (avevo già “staccato” un assegno di caparra)… ma era troppo tardi l’immobile era già stato “promesso” ad un cliente; la nuova agenzia, correttamente mi ha riportato tutto di ritorno (assegno e carte varie) e abbiamo stracciato i fogli…
A volte il caso…, all’acquirente del famoso immobile non hanno dato (momentaneamente) il mutuo…
Mi sono presentato io da solo con la caparra al venditore x ed ho firmato il preliminare (eventualmente la copia dell’assegno di caparra e la copia del preliminare sono depositati presso il notaio che ha redatto il rogito…).
Ora, dopo un anno, nel Dicembre 2010, arriva la Signora e mi telefona che pretende la mediazione in virtù di quel famoso foglio di visita (io non sarei favorevole…) e mi manda la lettera del suo avvocato (probabilmente per lei è una prassi per raggranellare denaro facile… infatti nella telefonata mi dice che la legge è dalla sua parte e che alla fine dovrò pagare…).
Ho pagato (alcune migliaia di euro più il legale – stessa cosa per quelli dell’impresa X che si sono accordati con Lei) perché alla fine era vero!
La legge è dalla sua parte e io rispetto le regole; ma non trovo deontologicamente corretto il comportamento adottato. Maurizio, da Albignasego (PD)».

Commenti
vigiu
Beh..,sicuramente l’agente con cui ha avuto a che fare non è il massimo..,ma pensa cosa potrebbe succedere se chi va a visionare un appartamento con un’agenzia dopo va ad accordarsi privatamente con il venditore..!di furbetti ve ne sono parecchi in Italia,e del resto se la legge esiste a tutela delle agenzie un motivo ci sarà…!non pensi? Inoltre penso che tu abbia fatto un errore fondamentale…! nel momento in cui avevi deciso di fare la proposta a fine estate dovevi farla per iscritto lasciando un assegno di caparra. A quel punto penso che l’affare si sarebbe concluso. E se non fosse stato così avresti avuto indietro l’assegno di caparra e la copia della proposta per mancata accettazione che forse sarebbe servita al tuo avvocato.
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