Condominio, l’Amministratore si confessa

lunedì 24 gennaio 2011
A colloquio con Umberto Testa che a Roma amministra più di un condominio. Una professione nata quasi per caso, inseguendo regolamenti e leggi che non sempre vengono rispettate alla lettera

Umberto Testa, lo si capisce lontano un miglio, è un uomo integro, meticoloso, integerrimo e al tempo stesso accattivante, non ti fa pesare le leggi e leggine che conosce a menadito, insomma l’Amministratore di condominio che tutti vorrebbero avere.

Sono andato a scovarlo fino a Roma dove amministra un certo numero di condomini.

Oltretutto è lui che, ormai da parecchi mesi, è l’esperto di condominio di Quotidianocasa.it, apprezzato dai lettori per le risposte concise e precise ai numerosissimi quesiti che gli vengono posti.

Non sono pentito di essere venuto a trovarlo fino a Roma, ne è valsa la pena.

D’altra parte io sono convinto che non si può capire il condominio se non si è vista almeno una volta in vita la Città  Eterna.

E’ quel tanto di ampolloso, quel dire e non dire, quel ‘m’hai capito o no?’, quella miscela esplosiva di esplicito e di sottinteso così tipico di ogni legge che il nostro Parlamento sforna, qualunque sia la maggioranza, o le facce, i colori e gli umori. Per tutte le leggi, non soltanto quelle sul condominio.

Due notazioni di colore.

La prima è che in Largo di S.Susanna un enorme edificio vetrato e loggiato reca sul frontone la scritta ‘Ufficio Geologico Italiano‘. A chi ci passa sotto con il bus, venendo dal Tritone, mostra tante e tali crepe da essere un po’ l’emblema di tutto ciò che in Italia non funziona, dai crolli per terremoti ai morti per frane, smottamenti e alluvioni.

La seconda è che, non l’avevo mai visto prima a Roma, neppure quando ci ho fatto i miei studi per anni, quelli che hanno preso per ultimi il potere si muovono in cortei blindati accompagnati da polizia, carabinieri, come sempre. Ma adesso c’è questa bella invenzione che a chiudere il corteo è un’ambulanza! In caso di incidente non bisogna neppure chiamarne una, non c’è tempo da perdere! Solo i comuni mortali possono aspettare e sperare.

Ma tornando al Ragionier Umberto Testa, Amministratore di condomini, non riesce a mandar giù che il condominio debba essere ‘sostituto d’imposta‘ anche se non gode di personalità  giuridica. Ahi! Andiamo già  sul complicato.

Sì, perché non sono pochi quelli che ritengono questa professione molto semplice, e la intraprendono fiduciosi, salvo poi ricredersi quando si trovano in mezzo al guado di leggi e leggine, a volte tanto perentorie quanto inapplicabili.

E allora mollano. Formazione, ci vuole formazione, mi dice Testa, frequentare corsi; non basta conoscere la partita doppia o essere geometra o ingegnere.

Senza contare le doti umane indispensabili per mettere d’accordo, se non proprio tutti, almeno la maggior parte dei condomini. Anche quelli che sono contrari ‘per principio‘, sarebbe a dire ‘a prescindere’, come poteva permettersi di dire soltanto Totò? Ma mi faccia il piacere!

No, con quella categoria di individui (ce ne ne deve essere almeno uno in ogni assemblea condominiale che si rispetti) non c’é che fare affidamento sul proprio ascendente, con tatto, molto tatto.

E secondo voi dove lo si impara quest’ultimo se non a Roma?

All’esimio Ragionier Testa ho posto in ogni caso le domande che seguono.

Le risposte sono tutte nella videointervista che presentiamo in questa pagina.

1. Cosa vuol dire amministrare un condominio oggi, e cos’è cambiato rispetto al passato?

2. Quella dell’Amministratore di condominio è una professione che piace e sono in tanti a volerla intraprendere. Secondo lei perché?

3. Qual è il condominio ideale? Come dovrebbe essere?

4. E qual è invece la realtà  dei condomini che lei conosce, nella pratica quotidiana?

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  1. 24 gennaio 2011

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