Piano Casa, le promesse della Giunta Polverini

lunedì 27 settembre 2010
C'è un motivo per cui il cosiddetto Piano Casa non ha funzionato, almeno nel Lazio. Ed è l'insufficienza del premio per la cubatura che adesso andrebbe elevato al 60%
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Punto primo, il Piano Casa nel Lazio non ha funzionato perché – così ha sostenuto Renata Polverini intervenendo alla annuale assemblea dell’Acer di Roma e del Lazio – non si è imepegnata a fornire risposte concrete alle aspettative dei cittadini.

Dello stesso avviso il presidente dell’Acer (Associazione costruttori edili), Eugenio Batelli, che ha convenuto sul fatto che per rilanciare il Piano Casa occorre rendere più efficace il premio in termini di volumetria fino al 60% in più rispetto alla cubatura di partenza.

La mancata “premialità” ha reso lo strumento del Piano Casa di fatto inefficace, al punto che quasi nessuni se n’è avvantaggiato, mentre, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto servire a rilanciare l’edilizia e a far ripartire l’economia.

E adesso? Adesso, così la Polverini, “Il nostro piano casa va esattamente nella direzione opposta”.

Ha quindi ricordato come il Lazio, nel’ambito delle politiche di sostegno al territorio, abbia messo a disposizione dei Comuni uno strumento innovativo quale il Patto regionalizzato che “il ministero dell’Economia sta già studiando per proporlo ad altre regioni ed altri governatori ci hanno già chiesto documenti. Si tratta di uno strumento innovativo che può dare grande slancio alla nostra economia: se nel 2008 fosse stato nella disponibilità degli enti locali avremmo avuto investimenti solo nel 2009 per 231 milioni di euro“.

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