Immobili all’asta, in cosa consiste la “vendita assistita”

lunedì 8 marzo 2010
Non tutti sanno che, a fronte di una esecuzione immobiliare, é possibile stipulare un accordo con la banca creditrice per evitare la vendita dell'immobile all'asta

Il ricorso alla “vendita assistita” consente di evitare la vendita di un immobile all’asta.

Come si sa la procedura esecutiva della vendita di un immobile all’asta costituisce un’estrema ratio; un provvedimento cioé che ha l’obiettivo di assicurare il proprio buon diritto al creditore e che però spesso finisce per danneggiare sia la banca creditrice che il debitore.

Sia per i tempi necessari perchè la vendita si realizzi (il tempo é denaro); sia perchè gli eventuali acquirenti hanno tutto l’interesse a disertare l’asta finchè il prezzo non si sia abbassato sotto il valore di mercato al punto da rendere l’immobile appetibile.

Ci perde in questo caso la banca che, avendo un concesso un mutuo (oggi sarebbe impossibile, ma era la prassi non più tardi di due anni fa) ben oltre il valore stesso dell’immobile, difficilmente riuscirà  così a coprire l’intera cifra sborsata.

Ci perde anche il debitore, il quale spererebbe di ricavare per sè dalla vendita, una volta risarcito il debito, almeno una piccola parte di utile.

Questi in sostanza i motivi per i quali sarebbe opportuno trovare un accordo prima che sia avviato l’asta giudiziaria.

Ora é chiaro che, stante la situazione attuale in cui, come risulta da un’indagine Censis-Confcommercio (indagine giugno 2009) dalla quale risulta che la percentuale delle famiglie che continua a pagare le rate con regolarità  si é ridotta dal 62% al 51,1%, poter contare su un meccanismo come quello offerto da TAG (Tecnocasa Advisory Group) potrebbe essere di grande utilità .

[Indagine Censis-Confcommercio, 24 febbraio 2010: «Sul fronte dei mutui immobiliari la situazione presenta un incremento delle situazioni a rischio e di situazioni di difficoltà  nella restituzione del prestito, ma non in misura tale da lasciare prevedere situazioni di difficoltà  grave. Tra la rilevazione effettuata a giugno del 2009 e quella di gennaio 2010 si é riscontrato, in sostanza, una diminuzione di chi dichiara di non avere difficoltà  nel pagamento delle rate del mutuo ed un parallelo incremento di chi ha restituito le rate con qualche difficoltà »].

Di cosa si tratta?

Il servizio (in fase sperimentale) viene proposto dall’azienda in questione come “vendita assistita”, e consiste nella «cessione del bene ad un prezzo concordato tra debitore e creditore in tempi brevi (5-6 volte inferiori rispetto alle tempistiche di una esecuzione immobiliare)».

I vantaggi

«In tal modo – si legge nella presentazione del servizio – si consente al debitore di recuperare parte del denaro investito, trovando contestualmente una soluzione abitativa alternativa eventualmente tramite il ricorso ad un nuovo finanziamento ed al creditore di recuperare il proprio credito in tempi brevi evitando di sostenere costi legali».

Una “onorevole” via di uscita sia per il debitore che per il creditore, e un vantaggio in ogni caso anche per l’acquirente.

«Su un campione di 2,5 miliardi di crediti in sofferenza sui quali la società  svolge la propria attività  a favore di investitori istituzionali, si registra che il 60% degli incassi costituisce il risultato di definizioni stragiudiziali del credito, siano esse accordi tra le parti, che comportano l’estinzione della procedura prima dell’incanto, siano esse cessioni del credito a terzi investitori, che valuteranno se arrivare all’asta o preferire un accordo transattivo».

Commenti

  1. 19 luglio 2011

    claudio

    ciao,
    volevo chiedere tutte le banche possono adottare questo sistema

    1

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