Casa per giovani coppie, il Governo vara il “Diritto al futuro”

martedì 30 novembre 2010
La casa per le giovani coppie rientra nel "Diritto al futuro" che il Governo intende garantire ai "giovani", in primo luogo a quelli svantaggiati: precari, sposati, monogenitori, tutti con gli occhi fissi sul futuro
Casa per giovani coppie, il Governo vara il 'Diritto al futuro' - http://www.sxc.hu/profile/gravityx9

Con un risicato importo di appena cinquanta milioni di euro il Governo intende assicurare alle giovani coppie il diritto alla casa.

Il progetto fa parte del più ambizioso “Diritto al futuro“, sempre destinato ai “giovani”, a sostegno del lavoro, della casa appunto, e dello studio.

In questo caso, per il progetto complessivo, i milioni messi a disposizione diventano 216 (ma salirebbero a 300 in caso di cofinanziamento pubblico-privato).

L’iniziativa è stata promossa dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, ed è stata presentata il 24 novembre 2010 a Palazzo Chigi.

«In particolare – recita un comunicato della Presidenza del Consiglio -, le misure riguardano: un lavoro stabile per i giovani genitori precari; accesso al mutuo per le giovani coppie con contratti atipici; un prestito garantito per gli studenti che desiderino proseguire gli studi dopo la scuola superiore iscrivendosi all’università, frequentando specializzazioni post laurea o approfondendo la conoscenza di una lingua; un’alleanza tra risorse pubbliche e private per investire sul talento giovanile, l’istituzione di un apposito fondo volto a cofinanziare progetti per la promozione della capacità imprenditoriale tra i giovani under 35, favorendo e supportando la nascita o l’avvio di nuove imprese e sviluppando imprese già costituite, sostenendo il talento l’immaginazione e la creatività; promuovendo lo sviluppo dell’innovazione tecnologica. Inoltre, accordi con le regioni per finanziare attività in favore dei giovani e accordi con province e comuni, per finanziare attività in favore dei giovani e in particolare: la creatività urbana, i servizi agli studenti universitari, il rafforzamento degli Informagiovani, progetti di sicurezza stradale, ambiente e occupazione».

Ma davvero c’è ancora qualcuno disposto a credere a queste belle parole? E soprattutto senza che siano state stanziate cifre tali da rendere possibili gli immaginifici interventi?

Sarà che siamo abituati a ripetere il luogo comune secondo cui “i giovani pensano al futuro”, ma perché non provvedere al loro presente piuttosto che promettere loro un “Diritto al futuro“? Diritto sì, ma al presente!

Per quanto riguarda poi lo specifico argomento della casa un documento del ministero della Gioventù viene presentato come “Decreto del Fondo di garanzia per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie sposate o dei nuclei familiari, anche monogenitoriali, con figli“.

In sostanza, per poter accedere al “fondo”, oltre a essere una coppia sposata (oppure essere nella condizione di ragazza-madre o ragazzo-padre), i “giovani” non devono avere un lavoro a tempo indeterminato, ma essere quindi o precari o disoccupati.

Solo allora potranno usufruire di finanziamenti agevolati per sostenere le spese connesse all’acquisto della prima casa.

Non potranno avere più di 35 anni (entrambi nella coppia) e il loro reddito non dovrà superare i trentacinquemila euro.

La casa scelta per il “nido” non dovrà rientrare nella categoria A8 (Ville) e neppure nella A9 (Palazzi e Castelli). Non è ammessa neppure la più modesta categoria A1 (Abitazione signorile).

Da ultimo, la superficie non può superare i 90 metri quadri.

Una volta escluse tutte le fattispecie di cui sopra, l’abitazione principale da acquistare non potrà comunque superare l’importo di 200.000 €, mentre il mutuo concedibile, sia pure a condizioni di favore, non sarà superiore ai 75.000 €.

Tutto questo, sempre che si abbia la fortuna di rientrare in una delle categorie svantaggiate, in modo da potersi avvantaggiare delle provvidenze del Governo.

E sempre che l’ingente cifra messa a disposizione sia effettivamente disponibile; e che al momento di inoltrare la domanda, ove fosse stata davvero disponibile, non si sia nel frattempo esaurita.

Ma che vuol dire, il diritto è al futuro, mica al presente!

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