Parola di un avvocato che è esperto in questioni immobiliari: gli Agenti immobiliari di oggi non possono prescindere da un’adeguata preparazione sul piano professionale e della conoscenza della materia che trattano.
L’avvocato è Massimo Chimienti, il quale, oltre a essere consulente apprezzatissimo del nostro giornale, è anche un amico, il che non guasta affatto, semmai rende la soddisfazione più completa.
Nell’intervista che presento in questa pagina, anzi più esattamente nel video che l’accompagna, ho cercato di farmi spiegare quali sono le attenzioni con cui, piccoli o grandi che siano, vanno seguiti gli affari che riguardano le compravendite di immobili.
A cominciare, per esempio, dalla scelta dell’Agente immobiliare, che oggi, ma questo a parole lo dicono tutti salvo poi a dimenticarsene al momento opportuno, non può più essere il “sensale” di una volta, senza né arte né parte, che tiene ufficio nel bar del paese, pronto a fiutare ogni sentore di trattativa, che si tratti della casa dei nonni, di una partita di formaggio, di olio di oliva o della campagna del grano.
Attenzione, l’ha detto anche la Cassazione (Cass. Civile – Sez. II, Sent. del 6/07/2010 n. 15880): «In tema di mediazione, per aversi diritto alla provvigione non basta che l’affare sia stato concluso, ma, in forza dell’art. 1755 c.c., occorre che la conclusione sia avvenuta per effetto dell’intervento del mediatore. L’accertamento sull’esistenza del rapporto di causalità tra la conclusione dell’affare e l’attività svolta dal mediatore o di concausalità, se più furono gli intermediari che prestarono la loro opera, si riduce ad una questione di fatto rimessa all’apprezzamento del giudice di merito, insindacabile in Cassazione, se informato ad esatti criteri logici e di diritto».
Per avere diritto alla provvigione, l’Agente immobiliare deve aver svolto il proprio lavoro in maniera tale che l’affare si sia effettivamente concluso, non basta più aver messo genericamente in contatto venditore e acquirente.
D’altra parte non è un caso se la maggior parte delle domande che vengono rivolte appunto all’avvocato Chimienti dai nostri lettori riguardano proprio la questione “provvigione” da pagare all’Agente immobiliare.
Una questione vecchia come il mondo, si dirà. Verissimo.
Ma è vero anche che oggi non basta più il passa parola, il far sapere, lo spargere la voce.
Detto in altri termini vuol dire che sono cambiate le esigenze di chi si affaccia sul mercato immobiliare per vendere o acquistare casa.
Ecco, la differenza tra un’Agenzia immobiliare qualsiasi e un’altra che riscuote invece successo sta nella concretezza con cui riesce a rispondere alle giuste aspettative della propria clientela.
In ogni caso, io ho posto all’avvocato Massimo Chimienti le domande che seguono.
Le risposte sono tutte nel video che è in cima a questa pagina. Ma la materia è vasta e delicata, e altre domande si potrebbero fare sugli legali delle transazioni immobiliari. Contiamo molto su quelle che vorranno porre anche i lettori.
1. Avvocato Chimienti, lei sta indirizzando sempre più la sua attività professionale al settore immobiliare. Perché questa scelta?
2. Quello del settore immobiliare è uno dei tanti che uno studio legale affronta o lei vi riscontra una valenza tutta propria e specifica? (Tutti acquistano una casa o la lasciano in eredità…)
3. Quali sono i quesiti e i casi che con maggiore frequenza vengono alla sua attenzione?
4. Lei viene spesso a contatto oltre che con normali utenti, anche con Agenti immobiliari. C’è un aspetto che vorrebbe fosse preso in maggiore considerazione dai professionisti del settore immobiliare?
Per richiedere un parere legale su argomenti inerenti il settore immobiliare scrivere a: redazione@quotidianocasa.it
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