Ottimista? Direi piuttosto realista, questa la connotazione che meglio lo descrive. Gli si attaglia piuttosto bene.
«I proprietari di immobili si lamentano perché non riescono a vendere? Bella scoperta! Non si rendono conto che le loro case negli anni passati si sono rivalutate all’inverosimile. E che tempi così torneranno, chissà, forse tra dieci ani, oppure mai, chi può dirlo?»
Ed è questa infatti la difficoltà maggiore che incontrano gli Agenti immobiliari professionisti, siano essi riuniti in FIAIP o in questa o quell’altra sigla sindacale (ma «meglio FIAIP» – aggiunge lui, fra il serio e il faceto, con aria sorniona).
E quale sarebbe questa difficoltà, di grazia?
Che in un certo senso, se il mercato è fermo, e un po’ lo è, ma non c’è mai stata “una gran voglia di casa” come adesso!, parole sue, qualche responsabilità ce l’ha anche chi finge di non vedere che i prezzi si sono abbassati di un bel po’.
Realismo, dunque.
«Ma la buona notizia è – mi dice – che chi vuole vendere a prezzo di mercato, trova immediatamente l’acquirente».
Perché non è che non ci sia più bisogno di case, tutt’altro!
Se solo si avesse un po’ più di fiducia nell’Agente immobiliare. Che, di suo come tutti sanno, non parteggia a favore dell’acquirente o del venditore, ci mancherebbe, mentre il suo sforzo è di conciliare le diverse esigenze.
«Perché ognuna delle due parti – questo è l’Olivati pensiero – possa uscire dall’Agenzia immobiliare con la convinzione d’aver fatto un buon affare».
Sembra facile a dirsi. E non lo è? Tutt’altro!
Perché l’arte del mediare non s’improvvisa, tanto meno quando l’oggetto è la casa, un bene carico di valenze sul piano emozionale, affettivo, personale oltre che famigliare, e t’ho detto tutto.
E allora? E allora tutti quei bravi giovanottoni che pensano alla professione di Agente immobiliare come a un modo come un altro per barcamenarsi, magari piuttosto benino anziché no a livello di incassi facili, farebbero bene a dedicarsi alla formazione continua perché senza di quella non si va da nessuna parte.
Formazione che, come si sa, viene invocata da più parti almeno a parole. Ebbene, è arrivato il momento di fare sul serio.
Cioè, almeno a Bergamo, basta controlli a campione sull’effettivo possesso dei requisiti per poter svolgere la professione di Agente immobiliare. D’ora in poi i controlli saranno invece a tappeto e se ne fa garante la locale Camera di Commercio.
Una garanzia per la professione in sé, ma anche nei confronti degli utenti e delle loro giuste esigenze di trasparenza.
Dimenticavo: lui è Giuliano Olivati, un filosofo (è laureato in filosofia) prestato alla professione di Agente immobiliare, e in più presidente della FIAIP Bergamo.
Io ho gli ho posto le domande che seguono. Le risposte sono tutte nel video che presentiamo in questa pagina.
1. Presidente Olivati, com’è cambiata la professione di Agente immobiliare da quando ha cominciato lei?
2. Come definirebbe il rapporto fra cliente e Agente immobiliare? Rapporto di fiducia, di necessità, di servizio…
3. Consiglierebbe oggi a un giovane di intraprendere questa professione?
4. Il mercato immobiliare e i problemi della categoria degli Agenti immobiliari. Vanno di pari passo? E quali sono i problemi più vistosi?
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