Per gli operatori della mediazione creditizia e gli Agenti Immobiliari si preparano tempi duri.
La preoccupazione per quello che potrebbe accadere é espressa soprattutto da FIAIP che sta cercando di ottenere rassicurazioni da tutto il mondo politico nel suo complesso.
Si vuole evitare che chiudano 60.000 aziende, con un indotto che vede coinvolti 240.000 posti di lavoro.
Con una lettera inviata a tutti i membri del Parlamento Fiaip, fa presente che pur apprezzando i principi e i contenuti per la parte relativa al credito al consumo, non condivide la riforma della professione del mediatore creditizio, così come inserita nel decreto.
Confida quindi che vengano stralciate dalla riforma del credito al consumo le norme riguardanti i mediatori creditizi e gli agenti immobiliari.
FIAIP ritiene necessaria la riforma della professione di mediatori creditizi e Agenti Immobiliari ma ritiene il decreto in contrasto con la delega legislativa e dunque costituzionalmente illegittimo.
Le agenzie immobiliari non potranno più segnalare i mutui, ma così imponendo si lede il principio di indipendenza e di terzietà dei mediatori e delle società di mediazione rispetto al mondo bancario.

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