Biomassa, rischi e benifici by ISPRA

venerdì 18 giugno 2010
Esiste una terza via alternativa all'uso di combustibili fossili (sempre meno disponibili) e all'utilizzo selvaggio e indiscriminato di biomassa per la produzione di energia?

ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha pubblicato un rapporto intitolato
“Rischi ambientali connessi all’uso di biomassa per produzione diretta di energia. Valutazioni tecniche ed economiche”.

La biomassa di origine vegetale é tornata in auge fra le energie rinnovabili a causa soprattutto dell’alto costo dei combustibili fossili e alla preoccupazione per il loro impatto ambientale.

La pubblicazione dell’ISPRA valuta quale sia la tecnologia migliore, e accettabile da un punto di vista ambientale ed economico, per l’impiego di biomassa a fini energetici.

Premesso che l’alto costo dei combustibili fossili e loro derivati e il loro impatto ambientale, «ha comportato un rinnovato interesse da parte dei Paesi ricchi all’uso della biomassa come fonte rinnovabile, che, come ben noto, non contribuisce all’innalzamento dell’effetto serra», «la biomassa puo essere considerata una fonte d’energia rinnovabile, solo se si hanno a disposizione derivati agroindustriali e piante che crescono o aumentano a una velocita tale da soddisfare quella di utilizzazione».

Un esempio?

Il «bagasso, scarto della lavorazione della canna da zucchero. E, infatti, una pianta a vita annuale il cui contenuto energetico, tenendo conto degli attuali rendimenti di trasformazione dell’energia insita in elettricita, potrebbe dar luogo, in toto, a circa 300 TWh di energia elettrica l’anno».

In conclusione?

«Dall’analisi economica e ambientale condotta, si puo concludere che la gassificazione é la migliore tecnica disponibile per ricavare energia dalla biomassa. A questa tecnica si puo affiancare la digestione anaerobica, con conseguente ossidazione parziale del biogas ottenuto».

Vai al Rapporto ISPRA N. 105/2010

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