Risparmio energetico, un futuro a tutto LED

domenica 17 maggio 2009
Quando si parla di sviluppo sostenibile bisognerebbe non mettere da parte i sistemi di illuminazione utilizzati nelle nostre case e di notte nelle nostre città 

L’appuntamento é presso un agriturismo della Bassa Friulana, ben piantato a ridosso della linea ferroviaria Udine-Palmanova, bello, caratteristico, si mangia bene e c’é del buon vino, il che non guasta.

Saremo una trentina di persone, io come al solito l’unico non addetto ai lavori, gli altri tutti progettisti della zona, che fanno della luce, intesa come elettrica, il loro pane quotidiano.

Siamo qui a parlare dell’ultima generazione di LED (Light emitting Diode), quelli superaffidabili, costruiti interamente in Italia in ogni componente, altro che Cina, per carità , roba di bassa lega.

Dice che i LED hanno alta efficienza, basse emissioni termiche, zero emissioni dannose (UV); sono inoltre caratterizzati da lunga durata, richiedono scarsissima manutenzione, una qualità  della luce che é tutta un’altra cosa rispetto a quella tradizionalmente nota.

E infatti é questo l’aspetto che mi ha maggiormente colpito; che il LED cioé, al di là  e al di sopra di ogni altra caratteristica e proprietà  (anche di prezzo, ovvio), illumina in modo diverso.

E risponde quindi soprattutto alle esigenze di chi deve illuminare un oggetto, un monumento, un capo d’abbigliamento, un gioiello, con la luce adeguata, che ne esalti e soprattutto non ne snaturi i colori (si chiama, l’ho imparato per l’occasione, CRI = Color rendering index, e indica la resa cromatica, cioé in che modo una sorgente luminosa é in grado di riprodurre il colore di un oggetto).

Sul piano del risparmio energetico e della sostenibilità  gli standard sono elevatissimi: niente mercurio, per esempio, niente sostanze tossiche prima durante e dopo, cioé nella costruzione dell’apparato, durante il periodo di attività  e all’atto della sostituzione (non prima dei cinque anni di garanzia).

Cinquantamila ore garantite, con un deperimento della funzione del 20-30% a fine periodo, contro il 40% delle lampade tradizionali che però perde d’efficienza giorno dopo giorno e non a fine periodo.
Risparmio d’energia elettrica = 50% in meno rispetto al sistema tradizionale.

Per l’illuminazione delle vie cittadine (i normali lampioni) si interviene con una plaffoniera che contiene una cinquantina di LED, ognuno orientato singolarmente, e in grado così di coprire un raggio sufficientemente ampio di azione, come esige la normativa piuttosto stringente.

Ma in questo caso il risparmio per la pubblica amministrazione é notevolissimo, sia in termini di ridottissima manutenzione, sia per la durata, sia per costante efficienza nel tempo (garanzia cinque anni).

Ma se le cose stanno così, allora perchè non buttiamo (pardon, facciamo la raccolta differenziata) tutte le ‘vecchie’ lampade a incandescenza e le sostituiamo con quelle a LED?

La domanda é elementare e altrettanto elementare é la risposta: il prezzo.

Basti pensare che per sostituire una vecchia lampadina bastano pochi spiccioli, mentre una lampadina a LED, da casa, costa oggi almeno 30 €!

E l’ordine di grandezza per i lampioni da strada, per fare un altro esempio: 150 € per il vecchio corpo illuminante, 800/900 € per il LED.

Ma vuoi mettere la differenza?

Ecco, appunto, la differenza. E’ la cosa che conta maggiormente.

Infatti se ci lascia conquistare dalla sua luce é poi difficile tornare indietro.

In ogni caso, la buona notizia é che LED + Fotovoltaico é l’accoppiata vincente per gli appassionati del genere (ambiente+risparmio).
E l’altra buona notizia é che a partire dal 2012 le lampade a incandescenza andranno in pensione; saranno infatti bandite da tutto il territorio della Ue.

Chissà  che i LED non ne risentano positivamente anche nel prezzo!

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