Case in legno “italian style”, perchè no?

martedì 5 maggio 2009
Non c'é dubbio che il recente terremoto in Abruzzo ha riaperto un dibattito sui nostri modi di costruire le abitazioni. E' ipotizzabile anche in questo campo un "made in Italy" d'eccellenza?

C’é intanto una via trentina, nel senso della Provincia Autonoma di Trento, che va subito segnalata. Ed é la casa in legno costruita da un in istituto di ricerca trentino che é diventata famosa in tutto il mondo.

‘La casa sviluppata dal centro di ricerca Ivalsa, in collaborazione con le imprese trentine – esordiva il presidente Lorenzo Dellai due anni fa, quando la casa fu presentata al pubblico – rappresenta un progetto strategico per il Trentino. Una piccola provincia é riuscita a sviluppare un sistema di casa di legno che, oltre al fuoco, resiste perfettamente anche ai più devastanti terremoti. Ciò che abbiamo ottenuto in Giappone é un riconoscimento unico al mondo, mai prima d’ora era riuscito a progettare una casa di sette piani, altra oltre 20 metri, a prova di terremoto. Ci sono riusciti i ricercatori di San Michele all’Adige e le imprese trentine. A loro va il ringraziamento dell’intera comunità  trentina’.

Alla presentazione dei risultati dei test antisismici di Miki, in Giappone, erano presenti anche il direttore del Centro di ricerca Ivalsa/Cnr di San Michele, il professor Ario Ceccotti, e due delle imprese che hanno partecipato al progetto (Rasom della Val di Fiemme e Rothoblaas), oltre allo scario della Magnifica comunità  di Fiemme, Raffaele Zancanella.

La casa di legno trentina, sviluppata da Ivalsa di San Michele con la collaborazione di imprese trentine, fu sottoposta allora nei laboratori del centro antisismico di Miki in Giappone, alla stessa onda sismica – di elevatissima magnitudo – che una dozzina di anni prima aveva sconvolto la regione di Kobe, causando la morte di oltre 6 mila persone.

In quell’occasione demmo la notizia anche in questi termini: ‘Ottimo lavoro, é un giorno memorabile, questo progetto italiano é destinato a cambiare il modo di costruire le case in tutto il mondo’.

Erano le parole con cui Yoshimitsu Okada, tra i maggiori studiosi al mondo nel campo dei terremoti, si complimentava per primo con il professor Ario Ceccotti, direttore dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio nazionale delle ricerche (Ivalsa-Cnr), nonchè ‘papà ’ di Sofie, la casa di legno di sette piani e alta 23,5 metri, realizzata nei laboratori Ivalsa-Cnr di San Michele all’Adige (Trento) che ha resistito con successo al test antisismico considerato dai giapponesi il più distruttivo per le opere civili: la simulazione del terremoto di Kobe.

Mai prima d’allora al mondo una struttura interamente di legno aveva resistito a una simile forza d’urto, se si fa eccezione per la ‘sorella minore’ di Sofie a tre piani, che nel luglio 2006 aveva già  superato i severi test giapponesi.

L’esperimento ha avuto luogo alle 14.30 ora locale (7.30 italiane), presso l’Istituto nazionale di ricerca di scienze terrestri e prevenzione disastri di Miki in Giappone.

‘Abbiamo lavorato in Italia’, spiega Ario Ceccotti, ‘tenendo presente gli standard giapponesi per un prodotto globale, perchè siamo convinti che la ricerca applicata non possa che essere apertura verso il mondo, così come una buona idea non conosce confini’.

Il test é il risultato finale di studi e ricerche durate cinque anni, che hanno individuato nella combinazione di materiali e connessioni meccaniche del prodotto la tecnica costruttiva ideale contro i terremoti. Un’ipotesi inconcepibile fino a qualche tempo fa, se si pensa che le normative internazionali vietano le costruzioni di legno in zona sismica sopra i 7,5 metri di altezza. Almeno fino ad oggi.

La tecnologia della casa Sofie (Sistema Costruttivo Fiemme: questo il nome del progetto) nasce da un forte legame con il territorio del Trentino ed é il prodotto di una filiera – dal bosco alla casa di legno – che sta incontrando l’interesse di molte aziende. E che dimostra definitivamente l’assoluta affidabilità  e sicurezza del legno come materiale per l’edilizia, oltre al valore aggiunto in termini di comfort abitativo, economicità , risparmio energetico e rispetto per l’ambiente.

In definitiva un nuovo modello di abitazione con standard certificati e in grado di garantire sicurezza: la casa di legno Ivalsa-Cnr infatti é anche anti-incendio e il modello di tre piani, dopo oltre un’ora di test del fuoco, ha conservato ancora intatte le sue proprietà  meccaniche e inalterata la sua struttura.

Naturalmente il progetto Sofie ha fatto scuola tanto che oggi in Italia sono parecchie le aziende che costruiscono case in legno tenendo presenti gli standard di sicurezza della “casa trentina”.

Qualche tempo fa, per esempio, Quotidianocasa ha intervistato una delle aziende italiane impegnate nella costruzione di case in legno.
Intendiamoci, non case prefabbricate come eravamo abituati a vederne da catalogo, con il legno a vista, tanto simili alle baite di montagna buone per le cartoline di natale.

Oggi é invece possibile ottenere edifici a struttura portante in legno, a costi ragionevoli e standard di sicurezza e comfort veramente eccellenti.

Basta avere a disposizione un terreno edificabile. Al resto pensa lo staff aziendale, dal progetto esclusivo e personalizzato, fino alla consegna “chiavi in mano”.

Siete curiosi e volete saperne di più? Volete entrare in contatto direttamente con il costruttore?

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, con i vostri dati: sarete contattati dagli esperti che seguiranno passo passo la vostra idea di casa in legno e saranno in grado di realizzarla.

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