Il panorama non é dei più confortanti.
Si parla tanto (oggi in Italia un po’ meno di prima paradossalmente, che é tutto dire!) di energia, di efficienza energetica, di certificazione energetica e via discorrendo.
E intanto mancano standard, punti di riferimento, certezze e insomma tutto quello che occorrerebbe per far decollare il sistema produttivo del settore energie rinnovabili.
Facciamo un esempio, quello dell’allacciamento di un impianto fotovoltaico alla rete.
L’Enel ritarda, chi si é dotato di un impianto e ha stipulato un contratto con la banca per la cessione dei proventi del conto energia comincia a trovarsi in difficoltà ed é costretto ad anticipare di tasca propria, le banche hanno le loro sacrosante esigenze di rientro, si sa.
In Germania non é così: il tecnico che ha realizzato l’impianto certifica sotto la propria responsabilità che é tutto OK e da quel momento l’impianto é collegato alla rete senza ulteriori formalità .
E’ soltanto un esempio ma la dice lunga su come e quanto é possibile scoraggiare il ricorso alle energie rinnovabili.
D’altra parte, abbiamo visto tutti quello che é avvenuto con la Finanziaria 2009. Il Governo Berlusconi aveva sostanzialmente deciso di azzerare la detrazione del 55% a favore degli interventi di efficienza energetica sugli edifici.
Ha desistito perchè c’é stata una netta presa di posizione degli interessati (aziende e cittadini), ma l’intervento ha comunque lasciato il segno, dato che é stato ridotto il periodo del benificio fiscale del 55% da dieci anni a cinque, ciò che non consentirà a molti di rientrare del tutto dalle cifre impiegate.
Di queste problematiche e di altro ancora parlo con Davide Pasini, esperto di energia, avendo alle spalle una serie significativa di esperienze nel campo dell’uso razionale dell’energia sia nel settore pubblico che privato. (vedi anche la nostra precedente viedo intervista)
Gli chiedo fondamentalmente un aggiornamento sulle vicende che riguardano la detrazione fiscale del 55% per i comportamenti virtuosi a favore dell’efficienza energetica.
Ma gli chiedo anche, stante l’orientamento dell’Esecutivo verso il nucleare, le fonti tradizionali d’energia in esaurimento (petrolio e carbone), se ha ancora senso occuparsi e preoccuparsi dell’efficienza energetica della propria abitazione.
E in ultima analisi se c’é anche un vantaggio economico a risparmiare energia, o se si riduce tutto a un’operazione di facciata, giusto per sentirsi la coscienza a posto e stare tranquilli, tanto le decisioni ultime, quelle vere e che contano, le prende o le ha già prese il Governo.
Le risposte? Sono tutte nel filmato che presentiamo in questa pagina. (Per attivarlo é sufficiente pigiare sul triangolino in basso a sinistra nell’apposito box)

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