Oltre allo slogan che caratterizza in prima battuta il progetto dello studio MCA (Mario Cucinella Architects, Bologna) per una casa di 100 mq a 100.000 €, ce n’é un altro non meno impegnativo che dice: ‘50.000 li paghi tu, 50.000 li paga il Sole‘.
In Italia, si sa, a coniare slogan accattivanti siamo maestri, anzi siamo un popolo di creativi, sennò come faremmo ad arrivare a fine mese?
Per scoprire dove sta il trucco sono andato a vedere dove nasce il progetto per farmi spiegare direttamente dall’architetto Mario Cucinella, scuola Renzo Piano, lavori e studi in mezzo mondo, come e perchè a nessuno dei suoi colleghi progettisti sia mai passata prima per la mente un’idea simile.
E mi é sembrato di capire che le ragioni siano fondamentalmente due.
La prima (la più difficile da far digerire a chi poi dovrà passare dal progetto alla consegna della casa, chiavi in mano) che i ricavi in edilizia sono stratosferici e sarebbe ora di riportare le cose nell’ambito della normalità .
La seconda é che nessuno finora ha pensato di sfruttare come si deve gli incentivi del Conto Energia. Arabo? No, italianissimo!
↑ Plastico del progettoE come, di grazia?
Una famiglia che consuma poca energia – mi dice Cucinella – grazie all’installazione di 30 mq di pannelli fotovoltaici sul tetto di casa può cedere il surplus di energia elettrica prodotta all’Enel che gliela paga quattro volte più di quanto la vende, con un guadagno medio per nucleo famigliare di 250 € mensili! Un ottimo sistema per pagarsi in tutto o in parte il mutuo di casa!
Obiezione, Vostro Onore! E le giornate che non c’é il sole?
A questo provvede – ribatte l’architetto – una speciale assicurazione che copre il rischio. In maniera tale che la banca che concede il finanziamento può essere sicura al cento per cento che il contributo derivante dal Conto Energia sia costante nel tempo.»
Però, mi scusi, architetto: il Conto Energia, così com’é strutturato adesso, finiamo per pagarlo tutti noi cittadini, cioé anche la stragrande maggioranza che non ne usufruisce. In altri termini il solare fotovoltaico, e questo lo sappiamo tutti, di per sè non é conveniente; lo diveta esclusivamente grazie all’incentivo dello Stato, cioé di tutti noi. Le sembra una politica corretta?
Senta, bisognava creare – sottolinea il mio interlocutore – nei confronti del solare fotovoltaico un mercato. Bisognava dare quindi un segnale forte, ed é quello che si sta cercando di fare. Quando si creerà l’industria e soprattutto fra i cittadini la cultura del solare, vedrà che gli incentivi del Conto Energia ci sembreranno soldi spesi bene.
Anche perchè – aggiunge – la strada da percorrere é quella: abitazioni a basso costo, a misura di desiderio, a basso impatto ambientale, a zero spese e zero CO2. Ma lei lo sa che che gli inglesi hanno già adottato delle misure per cui, a partire dal 2020 tutte le nuove costruzioni dovranno essere a zero emissione di CO2?
Non lo sapevo. Sapevo invece che entro il 2020 la Ue impone che si abbattano del 20% le emissioni.
Ci riusciremo in Italia? Dubito fortemente.
Ma se cominciassimo a ridurre le emissioni di CO2 delle nostre case (il 40% del totale, altro che traffico automobilistico!) qualcosa avremo pur fatto.
↑ Emissioni CO2Volete sapere come si può procedere concretamente? Guardatevi la videointervista che l’architetto Mario Cucinella ci ha concesso in esclusiva.
Noi gli abbiamo rivolto le domande che seguono. Per trovare le risposte basta far partire il video.
1. Prima di entrare nel vivo della ormai famosa casa 100 mq – 100 mila euro, vorrei che lei spiegasse ai nostri lettori il suo concetto dell’abitare la casa ai giorni nostri, con tutte le problematiche che attengono al costruire e all’usufruire di servizi.
2. Architetto Cucinella il suo progetto richiama alla memoria (la prenda come una sorta provocazione) quello dell’auto per il popolo, il famoso marchio della Volkswagen. E’ un paragone offensivo per lei? E in ogni caso da quale esigenza nasce il progetto?
3. Com’é la storia del trapano che viene adoperato in tutto 10 minuti prima di essere buttato via? Un emblema del nostro tempo e dello spreco organizzato?
4. Com’é stato accolto il suo progetto a basso costo e altrettanto basso prezzo? Una provocazione, un sovvertimento dell’ordine costituito, una bella invenzione?
5. Concretamente, architetto, lo slogan: ‘50 mila euro li paghi tu, 50 mila li paga il sole‘ é appunto uno slogan e basta? Quali calcoli sono stati fatti in questo senso, ed é davvero realizzabile una casa così? Dove sta il trucco?
6. Sono già stati realizzati dei moduli? E, visto che non si tratta di una casa singola, ma di agglomerati urbani, a chi si può rivolgere, per esempio una giovane coppia in cerca di casa?

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