I costruttori edili sono avvertiti.
E’ infatti adesso possibile realizzare case in tempi record utilizzando materiali affidabili e sicuri perchè rispondenti a tutte le normative dell’Unione Europea (marchio CE) con una drastica riduzione dei tempi.
E con la conseguente riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera sia in fase di costruzione, sia in fase di conduzione e per tutta la durata del ciclo vitale dell’edificio (eventuale demolizione compresa, a fine ciclo).
Una soluzione che consente all’utilizzatore finale di impiegare una quantità irrisoria, pari ad appena due litri a metro quadrato/anno (18.66 kWh/mq/anno) di gasolio (o combustibili equivalenti) per il fabbisogno energetico dell’immobile.
E non soltanto per il riscaldamento invernale e l’acqua calda sanitaria, ma anche per il raffrescamento estivo.
Quest’ultima voce é infatti assurta in tempi recenti agli onori della cronaca, stante il fatto che l’accensione contemporanea dei condizionatori ha messo in ginocchio le centrali elettriche del nostro Paese, altro che industrie e trasporti energivori!
Non si ricorderà mai abbastanza infatti che il 40% dell’energia adoperata é assorbita dal settore dell’edilizia e delle case di civile abitazione.
Tutto ciò fa dell’esempio ‘virtuoso’ che proponiamo con questa nostra videointervista esclusiva a Valerio Pontarolo (dell’omonima industria) la ragione che ci fa credere nella ‘sostenibilità ‘.
Un termine che va però preso con le molle, dato l’uso e l’abuso che se ne fa, come quando di vuol a tutti i costi “vendere” come sostenibile ciò che é invece ben lontano dall’esserlo.
Il guaio é – come suggerisce forse in maniera non del tutto disinteressata il mio interlocutore – che non esistono parametri oggettivi di valutazione, almeno nel nostro Paese. Siamo proprio sicuri che una casa in legno, ritenuta il massimo della sostenibilità , risulti proprio tale, a confronto, per esempio, con una che é stata realizzata facendo uso di polisterene espanso, com’é il caso del nostro prodotto brevettato? Per avere una risposta certa non c’é che affidarsi alla valutazione complessiva di sostenibilità stabilita dal sistema L.C.A.* americano, basato su elementi scientifici, e quindi incontrovertibili.
E qual é la risposta? Be’, non ci crederete, ma secondo il summenzionato L.C.A.* il polisterene espanso, per la complessità degli elementi presi in considerazione, incide sull’ambiente meno della casa in legno, nel rapporto di 3 a 4 virgola qualcosa, a favore del primo.
Be’, sapete che c’é di nuovo? Che se fossi un progettista mi studierei molto bene questo benedetto L.C.A.* degli americani (nel frattempo se lor signori volessero firmare il Protocollo di Kyoto gliene saremmo grati. Per il nostro governo, invece, non c’é speranza!), e prima di scegliere un materiale mi adeguerei alla bibbia della sostenibilità .
N.B. – In questa prima parte dell’intervista l’ingegner Pontarolo descrive le proprietà e la funzionalità del suo brevetto. La prossima puntata sarà dedicata agli esempi pratici e alle considerazioni di ordine tecnico che ne derivano
* La valutazione del ciclo di vita (Life Cycle Assessment) di un generico prodotto,
definita con l’acronimo L.C.A, é una nuova metodologia che consente di valutare gli effetti
sull’ambiente legati a qualsiasi tipo di attività . La procedura L.C.A. si basa sulla compilazione, quantificazione e valutazione, con procedure definite, di tutti gli ingressi e le uscite di materiali e di energia e degli impatti ambientali associati, direttamente attribuibili alla funzione di un prodotto durante il suo ciclo di vita inclusi eventuali sottoprodotti.
(Fine prima parte. Continua qui)
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