Per costruire sostenibile. I buoni esempi del SAIE 2008

domenica 19 ottobre 2008
La sostenibilità  non é qualche pannello solare, un pozzetto geotermico, o un rotore eolico, il ricorso al fotovoltaico e lo sfruttamento delle correnti marine. E' invece un concetto comunissimo ma disatteso dell'utilizzo oculato delle risorse disponibili

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Ho partecipato al SAIE (15-18 ottobre 2008) di Bologna a ‘+Qualità  -Energia. Per costruire sostenibile‘, il convegno internazionale che secondo gli organizzatori della manifestazione rappresentava il Cuore della Mostra.

Alla conferenza pomeridiana del 17 ottobre 2008 i relatori erano tre, più Riccardo Roda (EOS Consulting – Firenze) con funzione di coordinatore.

Gli interventi erano di German Brun (Oppenheim Architecture + Design – Miami), Matthias Sauerbruch (Sauerbruch Hutton Architekten – Berlin), Merrit Bucholz (Bucholz/McEvoy Architects – Dublin).

German Brun ↑ German Brun

Tutti e tre hanno mostrato progetti e realizzazioni di edifici sostenibili, il cui denominatore comune era sostanzialmente questo: il ritorno all’architettura del buon senso.

Buon senso‘ é un’insopportabile espressione di qualunquismo becero e come tale andrebbe messa al bando sia dal vocabolario dei progettisti così come da quello di chi deve prendere decisioni, i politici in primo luogo (e chi altri se no?).

Tuttavia é proprio a questa odiosa locuzione che bisogna far ricorso quando si vuole far passare l’idea che l’architettura sostenibile non é un marchingegno inventato dei progettisti per affermare una ideologia fuori dal mondo – e a costi elevatissimi – ma semplicemente l’applicazione di concetti antichi quanto l’uomo.

Nel senso che l’essere umano ha sempre adottato criteri di sostenibilità  nell’abitare almeno fino a quando non si é insediata l’idea che tutto fosse permesso, dato che le risorse risultavano a portata di mano e di portafoglio e soprattutto inesauribili.

Merrit Bucholz ↑ Merrit Bucholz

Naturalmente non é vero. Ma pare che nessuno se ne voglia convincere davvero. Tutto il contrario del “buon senso”.

Eppure architetti di chiara fama, com’é stato il caso dei relatori al convegno cui mi riferisco, dimostrano che é possibile tornare a costruire progettando in maniera razionale (cioé secondo buon senso).

Come? Come fare a meno di riscaldamento, illuminazione, condizionamento? Impossibile!

Niente affatto, se chi progetta ha piena consapevolezza delle condizioni climatiche del sito in cui é chiamato a operare, tanto per cominciare.

E adottando gli accorgimenti che sono stati nei secoli patrimonio comune di chi costruiva tenendo presenti elementi anche minimi di passività  (vengono in mente, per esempio, le ‘torri del vento‘ diffuse nei paesi arabi).

Un’architettura che, appunto perchè é in grado di prevedere le funzioni che in futuro l’edificio sarà  chiamato ad assolvere, tiene come punto fermo ciò che invece non potrà  mutare e su quello progetta e costruisce: l’orientamento rispetto  al sole, la tendenza del vento, l’illuminazione naturale ecc.

E cosa invece potrà  mutare? Un esempio per tutti: i parcheggi. Nel senso che l’automobile in futuro potrebbe non essere così fondamentale come lo é oggi. Che ce ne faremo allora di una città , un quartiere o un edificio progettato esclusivamente tenendo conto di quell’unico aspetto?

Per ridurre gli enormi livelli di consumi (l’edilizia assorbe il 40% delle risorse energetiche disponibili) progettisti, architetti, designer sono chiamati a dare un contributo fondamentale mettendo allo studio soluzioni ingegneristiche in grado di assicurare il necessario comfort ma senza inutili sprechi.

Non solo é possibile, ma lo si può realizzare senza nulla sacrificare dell’aspetto estetico, perchè ogni edificio possa essere un luogo fisico anche visivamente stimolante.

Matthias Sauerbruch ↑ Matthias Sauerbruch

Nota (di tristezza)
Alla luce di tutte queste considerazioni appare meschina in maniera evidente la messinscena dell’italietta che intende dare forfait sul programma europeo per la difesa dell’ambiente e della sostenibilità .

Nota di servizio
Nel breve filmato l’introduzione di Riccardo Roda alle relazioni. Per fare partire il video basta pigiare sul triangolino in basso a sinistra del box dedicato.
Sono anche riportate alcune foto degli edifici mostrati dai relatori.

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