L’efficienza energetica a Gorizia parte dall’ATER

domenica 24 agosto 2008
Un esempio da imitare: ATER, Consorzio Universitario Goriziano e Università  di Trieste insieme per mettere in pratica gli accorgimenti necessari al miglioramento energetico degli edifici

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Siamo così abituati a parlare e a pensare male della pubblica amministrazione che quando le “istituzioni” mettono in campo qualcosa di innovativo rischiamo di non accorgercene nemmeno.

A Gorizia, per esempio, ATER, Consorzio Universitario e Università  di Trieste (DICA) hanno deciso di dar vita a un progetto che dovrebbe costituire un po’ il simbolo del vento che cambia.

Hanno infatti stipulato un accordo in base al quale la locale ATER si impegna a effettuare sugli immobili di proprietà  interventi tesi a migliorarne l’efficienza energetica.

Be’, si chiederà  qualcuno, dove sta il fatto eccezionale? Che per una volta non si lanciano proclami ma si sta ancorati alla concretezza, per di più sfruttando al massimo le capacità  che ognuno degli organismi coinvolti ha al suo interno.

Se l’ATER infatti ha messo a disposizione per questo progetto pilota uno dei propri edifici abitativi, l’Università  di Trieste attraverso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale (DICA) ha messo di suo la professionalità  di un suo giovane ingegnere per le rilevazioni del caso, mentre il Consorzio Universitario Goriziano si impegna a fornire assistenza e sostegno facendo da tramite tra i diversi attori politici.

Un esempio quindi di collaborazione che va ben al di là  del semplice accadimento.

Che però non é affatto da trascurare. L’esigenza é nata dall’impellente necessità  di ridurre drasticamente i costi per il consumo energetico negli edifici che come si sa assorbono il 40% dell’energia disponibile.

L’ingegner Claudia Fedrigo ha eseguito i rilievi del caso servendosi dei più innovativi strumenti diagnostici, come la termografia che rileva i punti di dispersione energetica nell’edificio, e attingendo alla propria preparazione scientifica nel campo della bioclimatologia e della architettura sostenibile.

Fatta la diagnosi e suggerita la terapia più idonea, nel rispetto del principio costi/benefici, si dovrà  passare adesso alla fase attuativa dei miglioramenti.

Riusciranno i nostri eroi a trovare le risorse necessarie per far fronte alla bisogna?

Nel filmato che presentiamo in questa pagina Roberto Grison, presidente di Ater Gorizia, Nicolò Fornasir, presidente del Consorzio Universitario Goriziano, Fabio Santorini, direttore del DICA hanno sancito un impegno solenne firmando un accordo fra le tre istituzioni.

Accordo che prevede lo sviluppo del progetto pilota fino all’esecuzione dei lavori necessari a raggiungere l’obiettivo.

Nella speranza che tagli di bilancio e altre alchimie sempre in agguato non impediscano ai tre attori di mantenere fede all’impegno preso, c’é da auspicarsi che l’esempio possa essere seguito non soltanto dalle altre ATER diffuse sul territorio ma anche dai privati cittadini.

Niente é più urgente infatti che impedire lo spreco di energia. E’ il primo e meno costoso sistema per raggiungere l’efficienza energetica!

Nel filmato che presentiamo la parola é a Grison, Fornasir e Santorini.

Nella seconda parte (che presenteremo a breve) sarà  la volta dell’ingegner Fedrigo che illustrerà  la metodologia seguita per la diagnosi energetica, mentre l’ingegner Gargiulo concluderà  la tornata.

Per attivare il video é sufficiente pigiare sul triangolino in basso a sinistra nell’apposito box.

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