Efficienza energetica, come migliorare le performances del già  costruito

domenica 24 agosto 2008
Mentre alcuni si limitano a teorizzare l'imperativo categorico dell'efficienza energetica degli edifici a Gorizia l'ATER il Consorzio Universitario e l'Università  di Trieste siglano un accordo concreto per migliorare il rendimento energetico degli edifici

[Vai al VIDEO]

Claudia Fedrigo é l’ingegnere del DICA di Trieste (Dipartimento Ingegneria Civile e Ambientale) cui é stato affidato il compito di eseguire la diagnosi energetica su un gruppo di appartamenti di proprietà  di ATER Gorizia.

L’intervento vede anche il contributo del Consorzio Universitario Goriziano che, grazie a un accordo siglato nei giorni scorsi tra ATER, lo stesso Consorzio e l’Università  di Trieste ha reso possibile l’intervento.

Nel video che presentiamo in questa pagina l’ingegner Fedrigo spiega quali sono i principi cui ispirarsi nell’eseguire la rilevazione sull’efficienza energetica di un edificio.

E’ un protocollo che prevede vari passaggi tutti codificati secondo le più moderne tecniche specialistiche.

Uno schema che potrà  quindi essere applicato ad altre realtà  sia nel settore pubblico che privato.

Va sottolineato, come si evince appunto dal filmato, che non si tratta di una diagnosi eseguita “sulla carta“, cioé servendosi dei parametri riassunti nei capitolati in fase di costruzione, ma realizzata sul posto attraverso l’impiego di strumenti sofisticati, com’é per esempio il caso della termografia.

L’ingegner Fedrigo fra l’altro non si é limitata a stabilire i parametri da tenere presenti in fase di diagnosi, ma ha già  eseguito le rilevazioni che le sono state commissionate.

Non solo, ma ha anche provveduto a suggerire la terapia per far sì che un edificio, com’é quello in questione, che attualmente risulta in classe F/G secondo la graduatoria CasaClima, possa passare attraverso accorgimenti e modifiche neppure troppo costosi, in classe B.

Sta ora all’ATER di Gorizia adottare la terapia suggerita. Lo farà  di sicuro, perchè l’accordo siglato con Consorzio Universitario e Università  di Trieste obbliga l’ente a provvedere in questo senso.

Si tratta ovviamente di un progetto pilota ma dotato di una pregnante funzione simbolica. Basti pensare al cambiamento positivo che verrebbe a crearsi se Ater Gorizia applicasse a tutti suoi edifici il medesimo criterio di revisione energetica. O se, come sarebbe auspicabile, la stessa diagnosi e terapia venissero adottate e fatte proprie da tutte le ATER d’Italia.

D’altra parte, come ha affermato chiudendo la tornata degli interventi l’ingegnere Alessandra Gargiulo responsabile dell’Ufficio Tecnico di ATER Gorizia, operazioni di questo genere rientrano nella manutenzione istituzionale e non possono quindi essere omessi.

Commenti

  1. 2 settembre 2008

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