Di poche parole, ma al tempo stesso molto premuroso e cortese, il Direttore del C.E.T.A. (Centro Ecologia Teorica ed Applicata, Roberto Jodice, é uno di quegli uomini che vanno al cuore dei problemi, come del resto si conviene a chi é preposto a risolverli.
Mi riceve nella sede dell’istituto che dirige, all’ultimo piano di un enorme edificio, già sede del Seminario arcivescovile di Gorizia, e oggi di corsi universitari (purtroppo in via di smantellamento, a causa delle ristrettezze sempre maggiori in cui versa la ricerca in Italia e gli annessi e connessi insegnamenti accademici).
Sono qui per farmi raccontare qual é la specifica missione del C.E.T.A., un centro di eccellenza fortemente radicato in Friuli Venezia Giulia ma con interessi (nel senso di studi, consulenze, sperimentazioni) in altre parti d’Italia.
Ed é subito fonte di soddisfazione apprendere che il C.E.T.A. é particolarmente interessato a ogni possibile soluzione innovativa nel campo delle fonti energetiche alternative al petrolio (e al nucleare, aggiungo io).
La brochure di cui vengo omaggiato elenca infatti al primo posto l’Energia fotovoltaica e l’Energia solare termica: «Il Centro collabora con Enti pubblici e privati per la predisposizione delle domande di finanziamento degli impianti o del ‘conto energia’, e per la elaborazione e la gestione amministrativa delle comunicazioni agli uffici competenti per l’allacciamento in rete.»
Questo aspetto, diciamo così, ‘burocratico’ non deve però trarre in inganno, stante che «tra le principali attività svolte in questo settore si possono menzionare le seguenti:
verifica della fattibilità tecnica dell’installazione di sistemi solari, analisi energetiche, analisi dei benefici ambientali, predisposizione di piani economici di investimento ecc.»
Naturalmente non é tutto qui. Altri settori di interesse, studi e pubblicazioni del C.E.T.A. sono: Energia dagli oli vegetali (biomasse combustibili); produzione e impiego del biogas; Cesmar – Centro studi Mare e Aree protette; Gestione integrata del ciclo delle acque; Risparmio energetico ed edilizia sostenibile; Pianificazione energetica ed ambientale; Biocarburanti; Biomasse lignocellulosiche.
Ce n’é abbastanza per considerare nella giusta luce questo centro di ricerca che ha fatto della sua versatilità il proprio punto di forza.
Ed é appunto perchè lo si possa conoscere meglio ed apprezzare che ho rivolto alcune domande al dottor Jodice.
Le domande sono quelle che seguono.
Le risposte sono tutte nel video che presentiamo in questa pagina.
Per farlo partire é sufficiente pigiare sul triangolino in basso a sinistra dell’aposito box. Buona visione.
1. Dottor Jodice, il campo di attività del CETA é vastissimo. Ce n’é però uno che interessa particolarmente i nostri lettori: quello che riguarda “Risparmio energetico e edilizia sostenibile”. Può farmi qualche esempio di intervento specifico nel settore?
2. Più in generale chi può usufruire della consulenza del Ceta? Soltanto le Istituzioni (Regione, Province, Comuni ecc.) o anche i privati cittadini? Anche qui le chiedo di farmi degli esempi concreti.
3. Un altro dei campi di applicazione e ricerca che interessa l’edilizia sostenibile é l’energia solare (fotovoltaico e solare termico). Come si muove il CETA in questo campo?
4. Recentemente il CETA si é occupato, anche con un libro, di biocarburanti. E’ un settore che ha avuto una rapida crescita, ma oggi messo fortemente in discussione. Come vanno le cose in questo settore qui in Friuli Venezia Giulia e nel resto d’Italia?
5. CETA sta per “Centro di Ecologia Teorica ed Applicata”. In cosa si distingue dagli altri centri di ricerca e di eccellenza diffusi sul territorio del Friuli Venezia Giulia? Qual é in sostanza la sua specifica missione?
Al momento non ci sono commenti dei lettori per questo articolo.
Commenta l'articolo
Per poter inviare un commento a questo articolo è necessario essere registrati al sito. Se non sei ancora un utente registrato, registrati adesso. Se sei un utente già registrato, esegui il login per inviare un commento.